Nelle Marche sempre più cittadini raccontano la stessa esperienza: si rivolgono al CUP per prenotare una visita specialistica o un esame diagnostico e si sentono rispondere che non c’è disponibilità per mesi, a volte addirittura per un anno. Una situazione che di fatto lascia davanti a due sole alternative: pagare privatamente oppure rinunciare a curarsi, come avviene purtroppo per il 10% dei marchigiani. Negli ultimi giorni il problema è tornato con forza nel dibattito pubblico, anche grazie alla mobilitazione della signora Zoe e dei cittadini di Pesaro e all’impegno di associazioni che si occupano della tutela del diritto alla salute, tra cui l’Associazione Luca Coscioni. Realtà che stanno informando le persone su un diritto spesso poco conosciuto.
La normativa è infatti molto chiara: se il sistema sanitario pubblico non riesce a garantire una prestazione nei tempi previsti dalla prescrizione medica, la prestazione deve comunque essere assicurata anche in regime di intramoenia o presso strutture private accreditate, pagando soltanto il ticket. Lo stabilisce l’articolo 3 del Decreto Legislativo 29 aprile 1998 n. 124, disposizione recepita anche dalla Regione Marche. Il problema è che questo diritto, troppo spesso, resta solo sulla carta. Per questo la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri ha presentato una mozione in Consiglio regionale, sottoscritta anche dal resto dell’opposizione, che chiede alla Giunta tre azioni concrete: garantire l’effettiva applicazione del cosiddetto “percorso di tutela”, informare i cittadini sui loro diritti e intervenire in modo strutturale sul problema delle liste d’attesa.
“Il punto è politico prima ancora che organizzativo – spiega Ruggeri. Se una persona non riesce ad accedere a una visita o a un esame nei tempi necessari, vuol dire che il sistema sanitario pubblico sta fallendo la sua missione. La Regione deve garantire che le norme esistenti vengano applicate e che nessun cittadino sia costretto a scegliere tra pagare privatamente o rinunciare alle cure”. Le liste d’attesa rappresentano oggi una delle principali emergenze della sanità marchigiana e richiedono risposte rapide, trasparenti e concrete.













