MARCHE – “Una recente disposizione dell’AST PU ha imposto ai Laboratori pubblici di non accettare i prelievi effettuati all’esterno della struttura da medici o infermieri di fiducia dei pazienti. In conseguenza di ciò l’utente è obbligato a far effettuare dalla struttura privata sia il prelievo che le analisi richieste. E’ l’ennesimo regalo fatto dalle destre alla sanità privata, alla faccia sia della loro tanto sbandierata libertà di scelta, sia delle promesse fatte nelle campagne elettorali di potenziare la sanità pubblica. La sanità pubblica langue: in Italia nel 2024 la spesa sanitaria pagata di tasca propria dai cittadini per colmare le lacune della sanità pubblica ha superato i 46 miliardi di euro, utilizzati soprattutto per visite specialistiche e esami diagnostici, che hanno notoriamente lunghissime file di attesa, e ben 5.5 milioni di italiani (il 10% della popolazione) sono stati costretti per le loro condizioni economiche a rinunciare alle cure mediche. E’ la conseguenza del fatto che il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale è ampiamente sottostimato raggiungendo poco più del 6% del PIL, al quattordicesimo posto tra i Paesi dell’Unione Europea. Dicono che non ci sono i soldi, ma quando si tratta di spendere per gli armamenti i miliardi si trovano subito e molti di più.
Il PCI – Partito Comunista Italiano chiede che la politica regionale torni a mettere al centro la Sanità Pubblica, smantellata da 15 anni a questa parte: i regali al privato non servono ai cittadini”.
PCI – PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Federazione di Pesaro-Urbino













