PESARO – “Sulla gestione delle reti gas e del servizio idrico serve chiarezza visto che parliamo di patrimoni pubblici di decine di milioni di euro di proprietà dei cittadini. Ci sono contratti vecchi decenni mai rinegoziati, canoni irrisori e reti prive di remunerazione tariffaria continuano a generare squilibri economici documentati. Ma soprattutto è inaccettabile che ci vengano negate risposte e spiegazione degli atti e che le commissioni vengano bloccate. La trasparenza non è facoltà di nessuno, il Consiglio comunale ha il diritto di conoscere come vengono gestiti questi asset strategici. Non resteremo a guardare e ricorreremo a tutti gli strumenti legali per fare luce. Pretendiamo chiarezza immediata che finora ci viene negata”.
I consiglieri comunali di centrodestra del Comune di Pesaro – Serena Boresta, Cristina Canciani, Giovanni Corsini, Daniele Malandrino, Michele Redaelli (Fratelli d’Italia), Giulia Marchionni, Marco Lanzi (Pesaro Svolta), Dario Andreolli (Lega) e Antonio Bartolomei, Giovanni Dallasta, Mauro Marinucci (Forza Italia) – hanno depositato una formale interrogazione consiliare sui rapporti contrattuali ed economico-patrimoniali tra Comune di Pesaro, Aspes S.p.A. e Marche Multiservizi S.p.A., con particolare riferimento alla gestione delle reti gas e del servizio idrico.
“Si tratta di una questione politicamente centrale, che riguarda asset pubblici strategici, del valore di decine di milioni di euro, e che incide direttamente sui conti di una società interamente pubblica come Aspes, eindirettamente sugli equilibri patrimoniali del Comune e sulle tariffe pagate dai cittadini. Dai documenti e dai bilanci emergono anomalie e disparità significative: canoni di locazione delle reti gas insufficienti rispetto al valore reale dei patrimoni, contratti stipulati decenni fa mai rinegoziati nonostante i cambiamenti economici e patrimoniali, reti che risultano prive di remunerazione tariffaria e investimenti che non coprono i costi di ammortamento e gestione, generando perdite documentate. Ci sono domande fondamentali su cui fare chiarezza, perché dal complicato esame degli atti emergono incongruenze, opacità e decisioni che rischiano di penalizzare sia il Comune sia la società pubblica”.
“Fare luce non è una battaglia ideologica, ma un dovere politico, istituzionale e civico, necessario per garantire trasparenza, correttezza e tutela del patrimonio pubblico. Qui non si parla di polemiche, ma di scelte concrete che hanno impatti economici e sociali reali: canoni irrisori a fronte di patrimoni enormi, contratti mai rinegoziati, reti prive di remunerazione tariffaria, perdite che emergono dai bilanci e scelte operate senza alcuna spiegazione ai consiglieri comunali e ai cittadini. È incomprensibile e gravissimo che Aspes, società pubblica, continui a segnalare criticità e squilibri economici, mentre il Comune di Pesaro, proprietario degli asset e socio di maggioranza, rimanga immobile, senza assumere alcun ruolo attivo di indirizzo o di controllo, negando informazioni e impedendo persino la discussione in Commissione. La situazione non può più essere tollerata: il silenzio e l’inerzia dell’Amministrazione rappresentano un danno diretto ai cittadini e agli equilibri delle società pubbliche, e devono essere urgentemente affrontati e chiariti.”
“Ancora più grave è il metodo con cui l’Amministrazione ha tentato di sottrarsi al confronto. La Commissione consiliare Enti Partecipati, sede naturale per l’approfondimento di queste tematiche, è stata di fatto bloccata: una scelta formalizzata tramite comunicazione ufficiale del Segretario Generale, che ha impedito ai consiglieri di esercitare le proprie funzioni di controllo e di indirizzo. Un atteggiamento inaccettabile, che rappresenta un tentativo evidente di mettere il bavaglio alle opposizioni. Di fronte a questa chiusura, il Presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni si è comportato come Ponzio Pilato, lavandosene le mani invece di garantire il pieno funzionamento democratico dell’assemblea elettiva. Noi non lo accetteremo. Per questo motivo, oltre all’interrogazione consiliare è stata formalmente investita la funzione dei Revisori dei Conti del Comune di Pesaro, affinché valutino i profili economico-patrimoniali e la coerenza dei rapporti contrattuali. Abbiamo inoltre depositato formale esposto alla Corte dei Conti perché venga edotta di tutte le incongruenze che abbiamo rilevato e possa garantire trasparenza e chiarimenti. Purtroppo quando la politica viene esclusa, quando il Consiglio comunale viene svuotato, restano solo le vie legali. Ed è esattamente ciò che sta accadendo”.
“Rivolgiamo quindi un appello diretto al Sindaco: intervenga immediatamente con chi ci nega chiarezza e risposte e per ripristinare la democrazia in Consiglio comunale, oggi di fatto negata. Serve chiarezza nel metodo, garantendo Commissioni, documenti, confronto e chiarezza nel merito, spiegando ai cittadini e ai consiglieri chi decide e su quali basi. Il patrimonio pubblico non è proprietà privata di nessuno. Il Consiglio comunale ha il diritto e il dovere di sapere e noi non faremo un passo indietro e utilizzeremo tutto gli strumenti possibili visto che quelli ordinari ci vengono negati da chi al contrario dovrebbe garantire il pieno rispetto delle regole”.
INTERROGAZIONE – DOMANDE (TESTO INTEGRALE)
1. Quale ruolo ha svolto il Comune di Pesaro, in qualità di socio di maggioranza di Aspes S.p.A. e di ente concedente, nella definizione, approvazione e nel controllo dei rapporti contrattuali tra Aspes S.p.A. e Marche Multiservizi S.p.A.?
2. Sulla base di quali valutazioni economiche, patrimoniali e tecniche Aspes S.p.A. ha ritenuto congruo nel 2005 un canone di locazione delle reti gas pari a € 130.000 annui a carico di Marche Multiservizi S.p.A. a fronte di una valutazione dei cespiti pari a 27.111.359,54 ?
3. Nel 2019, a fronte di un incremento degli asset a favore di Aspes spa da parte del Comune di Pesaro, la stessa ha proceduto a modificare il contratto di affitto di ramo d’azienda incrementando i cespiti oggetto dello stesso per un valore di ricostruzione di 4.944.804,48 euro e un valore residuo industriale pari a 3.432.863,32 euro. Per quale ragione a fronte di tale incremento il canone annuo è rimasto immutato a 130.000 euro?
4. In tale contesto, chi ha verificato negli anni e chi verifica oggi l’effettiva realizzazione e congruità degli investimenti sulla rete gas da parte del gestore?
5. Cosa si intenda con la frase contenuta nell’accordo quadro tra comune di Pesaro, Aspes s.p.a e Marche Multiservizi s.p.a. del 2019 in cui si afferma che le reti gas acquisite dal Comune e cedute ad Aspes spa per effetto dell’atto di cessione dell’11.02.2019 sono “attualmente prive di remunerazione a livello tariffario”?
6. Chi doveva attivare l’iter teso ad ottenere il riconoscimento tariffario presso arera come stabilito nell’accordo quadro tra comune di Pesaro, Aspes s.p.a e Marche Multiservizi s.p.a. stipulato in data 11.02.2019?
7. È corretto che il Comune di Pesaro incassi un canone annuo di circa 2 milioni di euro da Marche Multiservizi S.p.A. per la concessione del servizio di distribuzione gas? In caso affermativo, per quale motivo tale canone non risulta rinegoziato dal 2011, nonostante il lungo periodo trascorso e le mutate condizioni economiche e patrimoniali?
8. Per quale ragione il Comune non ha mai chiarito pubblicamente, né nei confronti di Aspes né in sede consiliare, che la remunerazione complessiva del servizio gas non si limita al solo canone di € 130.000 annui, evitando così rappresentazioni parziali o fuorvianti del quadro economico?
9. Negli ultimi anni, quali iniziative, confronti o indirizzi il Comune ha avuto con Aspes S.p.A. in relazione:
– al livello del canone delle reti gas
– alla valorizzazione economica delle stesse anche alla luce delle ripetute segnalazioni contenute nelle relazioni di bilancio di Aspes?
10. Il Comune intende rendere pubblico e trasparente il quadro economico complessivo derivante dalla gestione delle reti gas e idriche nel territorio comunale, anche sulla base dei documenti societari, dei contratti in essere e dei budget di Aspes e Marche Multiservizi?
11. Per quale motivo, con la modifica del contratto di affitto di ramo d’azienda del 2019, pur a fronte di un’implementazione e di un incremento dell’oggetto dell’affitto del ramo di azienda come definito nel 2005, il canone per le reti gas è rimasto invariato a € 130.000 annui?
12. Qual è stata la posizione espressa dal Comune di Pesaro, in qualità di proprietario degli asset e di rappresentante nell’Assemblea dell’AATO Marche Nord, in merito alla riduzione del canone del Servizio Idrico Integrato da € 1.000.000 a € 500.000 annui a favore di Marche Multiservizi?
13. Come si spiega la contraddizione tra il fatto che, secondo il contratto del 2005, gli ammortamenti dei beni affittati siano a carico dell’affittuaria (Marche Multiservizi) e quanto dichiarato da Aspes S.p.A. nella relazione al Budget 2026, dove si afferma che i canoni relativi al servizio idrico e alle reti gas non coprono i costi di ammortamento e di gestione, generando perdite che incidono sul risultato complessivo della società?













