PESARO – I Finanzieri del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro emesso dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Ancona, sottoponendo a vincolo cautelare un immobile sito nel Comune di Pesaro e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 764.701 euro. La misura ablativa, applicata in base alle disposizioni contenute nel Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (Decreto Legislativo n.159/2011), ha colpito il patrimonio di un cittadino italiano, residente nel comune pesarese, ritenuto “socialmente pericoloso” in quanto, in base alle indagini condotte dalle Fiamme Gialle, risultava aver posto in essere, nel corso degli anni, una serie considerevole di condotte penalmente rilevanti, tutte orientate all’accumulazione di profitti illeciti. Le indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pesaro, infatti, hanno permesso di rilevare la sussistenza di una significativa sproporzione tra le disponibilità patrimoniali accumulate nel tempo da parte del soggetto proposto e i redditi ufficialmente dichiarati dallo stesso e dal relativo nucleo familiare. In base alle informazioni acquisite, è stato possibile comprovare che il destinatario del provvedimento cautelare vivesse abitualmente anche con proventi di attività delittuose; lo stesso, di fatto, risulta caratterizzato da un significativo curriculum criminale, essendosi reso responsabile, nel tempo, di numerosi reati quali: truffa, associazione per delinquere, spaccio di sostanze stupefacenti, minacce e, più recentemente, riciclaggio, autoriciclaggio, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. Proprio quest’ultime condotte illecite gli consentivano di accumulare una consistente somma di denaro per l’acquisto di un appartamento, del valore di circa 200 mila euro, in località Pozzo Alto del Comune di Pesaro. Il medesimo, infatti, nel corso del 2023, nell’ambito dell’operazione “Easy Slot”, era stato attinto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, perché promotore di una associazione criminale in grado di conoscere, anticipatamente, il “ciclo vitale” dei videopoker e delle slot machine installate in numerosi pubblici esercizi. I componenti dell’associazione, dopo aver carpito illecitamente le credenziali di accesso ai software di importanti società concessionarie dei Monopoli di Stato, anche grazie all’allestimento di un vero e proprio laboratorio informatico, ove è stata riscontrata la presenza di decine di personal computer, riuscivano a sapere, in anticipo, il momento in cui gli apparecchi avrebbero erogato le “vincite”, con conseguente neutralizzazione dell’alea insita in tali “giochi”. Le condotte fraudolente permettevano, in tal modo, di ottenere illecitamente consistenti somme in denaro contante, successivamente accreditate su diverse paysafecard, ovvero portafogli elettronici virtuali, e trasferite su conti correnti personali. L’attività di servizio si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Guardia di finanza volte a individuare e contrastare ogni forma di ricchezza illecita, anche nei confronti di soggetti non coinvolti in delitti tipici della criminalità organizzata, tale da comportare un inquinamento dell’economia legale.












