PESARO – Un lungo applauso, prima ancora di entrare in acqua, ha unito tuffatori e pubblico nel ricordo di Alberto Spinaci. Poi, sotto un sole limpido ma con temperature pungenti, oltre cinquanta temerari si sono immersi nel mare davanti alla Rotonda Bruscoli, dando vita al tradizionale bagno di Capodanno. Sulla spiaggia, ad assistere, numerose persone, ben coperte contro il freddo, che hanno accompagnato il tuffo con applausi e incoraggiamenti. Il bagno del 1° gennaio è una tradizione storica per la città di Pesaro. Nato negli anni Settanta per iniziativa della compagnia degli Omaccioni e ripreso poi stabilmente dal 1995, l’appuntamento richiama ogni anno decine di pesaresi, trasformando il mare d’inverno in un rito di buon auspicio e condivisione. Un’edizione, quella di quest’anno, dal forte valore simbolico. Il tuffo è stato dedicato alla memoria di Spinaci, figura molto amata e presenza fissa della manifestazione, scomparso tragicamente nel 2025 durante una nuotata. Era noto per essere spesso il primo a entrare in acqua, incarnando lo spirito più autentico dell’iniziativa. Un legame profondo con la tradizione, già segnato nel 2017 dalla scomparsa del padre Peppe, uno degli storici Omaccioni. A partecipare all’iniziativa circa una cinquantina di persone. Tra i presenti anche il Andrea Biancani, che ha voluto assistere all’evento dalla spiaggia, mentre a partecipare al tuffo è stato il consigliere comunale Marco Lanzi, scendendo in acqua insieme agli altri partecipanti. «È andata meglio di quanto pensassi – ha raccontato Stefano Tonelli, co-organizzatore dell’evento, appena tornato a riva –. Quando inizi a tremare capisci che è il momento di uscire, ma è proprio quella sensazione a rendere tutto speciale». Tonelli ha poi sottolineato il valore rigenerante del rito: «Non è solo il bagno, è la compagnia, lo stare insieme. È questo che ti fa stare bene e che spinge ogni anno sempre più persone a partecipare». A dare voce all’emozione condivisa è stata anche una partecipante, intercettata subito dopo l’uscita dall’acqua: «Benissimo, veramente molto bene. L’acqua era molto fredda, molto più dell’anno scorso, ma non si poteva mancare». E ancora: «Stamattina c’era una bella gelata sulle macchine, oggi faceva davvero freddo, però è emozionante fare questo bagno. Non serve una preparazione particolare, è qualcosa che si fa con il cuore». Alla domanda su un augurio per l’anno appena iniziato, la risposta è stata immediata: «Spero che il 2026 sia un anno meraviglioso, stupefacente, pieno di cose fantastiche e frizzanti, proprio come è stato il bagno di quest’anno». Tra brividi, sorrisi e applausi, il rito si è così rinnovato ancora una volta, confermandosi un appuntamento capace di unire Pesaro tra coraggio, memoria e speranza, davanti al mare d’inverno.











