“Su viale Trieste Biancani guarda al futuro ma solo per coprire il vuoto del presente. Come sempre si ragiona a pezzi, senza una visione e senza condividere nulla con operatori e categorie scettiche sul futuro e giustamente preoccupate dal presente”. I Consiglieri comunali di centrodestra Michele Redaelli, Serena Boresta, Daniele Malandrino, Cristina Canciani, Giovanni Corsini (Fratelli d’Italia), Dario Andreolli (Lega), Marco Lanzi, Giulia Marchionni (Pesaro Svolta), Mauro Marinucci, Antonio Bartolomei, Giovanni Dallasta (Forza Italia), intervengono sul progetto di riqualificazione del waterfront di viale Trieste.
“Sin dal primo momento abbiamo contestato l’impostazione scelta dall’Amministrazione non nel merito dell’idea di riqualificare il lungomare, ma nella mancanza di una visione generale capace di abbracciare l’intero sistema urbano mare-centro. Oggi, di fronte alle critiche che emergono da albergatori, commercianti e operatori di Levante, appare evidente ciò che avevamo denunciato fin dall’inizio: non si può pensare di investire 12 milioni di euro su un chilometro e mezzo di viale Trieste senza una progettazione organica che comprenda tutto l’asse, da Ponente a Levante, e le sue naturali connessioni con la città”.
“Le critiche degli operatori di Levante non sono polemiche strumentali, ma sono fondate. Da anni denunciano problemi di decoro, manutenzione, parcheggi, illuminazione e servizi in condizioni di evidente difficoltà. Non si rilancia il turismo della città creando lungomari di “serie A” e di “serie C ed accentuando le differenze tra le zone. Il lungomare non è un tratto isolato da “abbellire”, ma un sistema complesso che dovrebbe includere anche via Marconi e viale della Repubblica, fondamentali vie di collegamento tra centro e mare. Senza un disegno unitario, il rischio è quello di creare un intervento (forse) scenografico, ma scollegato, incapace di risolvere le criticità strutturali di viabilità, accessibilità, parcheggi e integrazione con il tessuto economico. La scelta del concorso di idee è in sé condivisibile, ma fin dal principio abbiamo sempre sostenuto, visto che si è scelto questo strumento, che occorresse dare respiro al bando, allargarne il perimetro e pensare in grande. Invece si è optato per una visione parziale, limitata, che inevitabilmente ha generato disparità e malumori”.“Inoltre, a completare il capolavoro del Sindaco Biancani, mentre il progetto è ancora in fase ideativa, la stagione estiva è alle porte. Per il 2026 serve realismo e anche qualche idea, visto i “disastri del passato” fatti di teli improvvisate, scritte per terra, lucine appese e bancarelle. Magari accanto ai rendering e alle mostre, occorrono interventi immediati su arredo urbano, verde, pulizia, sicurezza e accessibilità, su tutto il lungomare. Sempre che qualcuno, in piazza del Popolo, pensi anche che ascoltare i professionisti e gli operatori sia più utile che seguire sempre la propria strada in modo totalmente autoreferenziale”.













