Padova, Trento, Palermo: sindaci del Partito Democratico hanno chiesto senza esitazioni l’intervento dell’Esercito, anche nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, riconoscendo la bontà dell’operazione e che la sicurezza è una priorità così come la presenza dello Stato rappresenta una garanzia per i cittadini. A Pesaro, invece, la sinistra che governa la città continua a distinguersi per ambiguità e equilibrismi ideologici, tollerando di fatto situazioni di illegalità e rinviando decisioni che avrebbero dovuto essere assunte con chiarezza e tempestività. Il passaggio più emblematico resta la dichiarazione del sindaco Biancani: «Non potevo dire di no» alla presenza dell’Esercito. Una frase che tradisce una verità politica evidente: non una scelta convinta, ma una concessione subita. Un atteggiamento coerente di chi, fino a poco tempo fa, sosteneva che gli spacciatori dovessero essere “integrati nel tessuto sociale” e dichiarava di voler evitare la “militarizzazione della città”, come se la presenza dello Stato fosse un problema e non una garanzia di libertà e sicurezza. A tal punto è chiaro che esistono due idee di città. C’è chi pensa che la criminalità vada giustificata, minimizzata o tollerata. E c’è chi ritiene, senza ambiguità, che vada contrastata, repressa e punita, nel pieno rispetto della legge. Noi stiamo senza esitazioni dalla parte della legalità, delle Forze dell’ordine, dello Stato presente e dei cittadini perbene. Perché la sicurezza non è un favore né un’imposizione: è un diritto fondamentale.
Pesaro, Baldelli: “Biancani senza una linea sulla sicurezza della città”
Da Antonio Baldelli













