In merito alla risposta fornita in Aula dall’Assessore Calcinaro sull’interrogazione riguardante l’assistenza pediatrica nel Comune di Urbino, la Consigliera regionale Marta Ruggeri interviene per fare chiarezza sui passaggi e sulle tempistiche illustrate. L’assessore Calcinaro è intervenuto sottolineando i passaggi che hanno portato alla nomina del dr. Bellagamba, evidenziando che il 15 settembre 2025 dopo che il pediatra interessato aveva presentato le proprie dimissioni con decorrenza 1° dicembre, l’AST si è attivata subito nel mese di ottobre avviando le procedure di reclutamento, prima interpellando i medici inseriti nelle graduatorie aziendali e successivamente pubblicando un avviso per il conferimento dell’incarico, purtroppo andato deserto.
Nel periodo intercorrente tra la cessazione dell’attività e il nuovo conferimento, circa 350 assistiti dei 650 in carico alla pediatra andata in pensione, sono stati assorbiti dall’unico pediatra rimasto in servizio a Urbino, che ha così raggiunto il massimale previsto, mentre altri si sono rivolti ai comuni limitrofi come Fermignano, Urbania e Cagli. Solo il 22 dicembre è stato possibile conferire l’incarico al dottor Riccardo Bellagamba, che ha preso in carico i restanti pazienti, ripristinando di fatto la presenza di due pediatri sul territorio comunale. «Se da un lato è positivo che la situazione sia oggi rientrata – prosegue Ruggeri – dall’altro resta evidente che tra il 1° e il 22 dicembre si sia determinata una fase di oggettiva difficoltà per numerose famiglie. È proprio in questi passaggi che occorre rafforzare sia la programmazione sia la comunicazione istituzionale».
La Consigliera evidenzia come il problema della carenza di pediatri non sia episodico ma strutturale, come sottolineato anche dalla Fondazione Gimbe nel suo recente rapporto sui pensionamenti previsti nei prossimi anni. «L’esperienza di Urbino dimostra che, anche quando le procedure vengono formalmente attivate nei tempi previsti, occorre prevedere strumenti più flessibili e comunicazioni più tempestive per evitare che le famiglie si sentano improvvisamente prive di un riferimento sanitario. L’assistenza pediatrica territoriale è un presidio fondamentale e va tutelata con programmazione, rapidità e trasparenza».













