Pd Fano: «Sorprende sentire oggi invocare un tracciato alternativo tra Fano e Pesaro da chi, come Serfilippi, lo ha negato per anni»

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La frana sotto il colle Ardizio è un fatto serio, da affrontare con responsabilità e onestà. Proprio per questo sorprende sentire oggi invocare un “tracciato alternativo” tra Fano e Pesaro da chi, come Serfilippi, prima all’opposizione e poi da Sindaco, ha negato per anni la necessità di collegamenti funzionali tra le due città, sostenendo che sarebbe bastata l’autostrada a pagamento con il casellino monodirezionale di Fenile verso Pesaro. La discussione su una complanare o tangenziale all’A14 non nasce certo oggi. Come PD Fano, nelle passate amministrazioni, l’abbiamo sempre affrontata con realismo, senza creare false illusioni, ben consapevoli dei costi elevatissimi e delle difficoltà tecniche, soprattutto nel tratto verso Pesaro. Per questo, a fronte dei 20 milioni di euro di fondi FSC messi a disposizione dalla Regione, si era scelto un obiettivo concreto e sostenibile: alleggerire intanto il traffico di Fano, migliorare i collegamenti tra i quartieri e favorire almeno in parte il deflusso verso nord.

Con questa amministrazione è stata invece cancellata una soluzione che, pur senza risolvere il collegamento diretto con Pesaro, avrebbe garantito un’alternativa al passaggio sul ponte sull’Arzilla, ridotto il traffico nel centro cittadino e migliorato l’accessibilità del quartiere di Gimarra, cresciuto urbanisticamente ma rimasto privo di una viabilità adeguata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più traffico in centro e sulla Statale Adriatica, e più disagi per i cittadini, a partire dai residenti di Gimarra. Colpisce quindi che oggi si indichi a Pesaro come risolvere i problemi di accesso da sud – arrivando persino a evocare espropri – quando su quelli di Fano verso nord si è scelto consapevolmente di non intervenire, arrivando anzi a esultare per lo stralcio di un’opera viaria che qualche problema provava almeno ad affrontarlo. Un PRG fortemente avversato per anni, nel metodo e nel merito, è stato fatto “digerire” a una maggioranza perplessa e ai propri elettori, a cui si era promesso ben altro, a una condizione precisa: eliminare il completamento dell’interquartieri, una previsione urbanistica presente addirittura dal 1967. Una scelta politica, non tecnica, che ha lasciato la città senza alcuna alternativa credibile verso nord.

Detto questo, se il Sindaco di Fano, dopo le parole del Sindaco di Pesaro Biancani, vuole davvero riaprire il dossier della complanare e far funzionare la tanto evocata “filiera istituzionale” con Regione e Governo, il PD Fano non si tirerà indietro e sosterrà questa ipotesi. Ma alle parole devono seguire atti concreti: si dia subito un incarico congiunto, insieme al Comune di Pesaro e ad ANAS, per uno studio di fattibilità tecnico-economica sulla complanare, da portare poi ai livelli istituzionali più alti con dati, costi e alternative chiare. Le emergenze, purtroppo, non sempre si possono prevedere. Le scelte politiche, però, sì: richiedono la coerenza e la responsabilità di pensare prima, non solo di reagire dopo.

Da Partito Democratico Fano

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