Passeggi, chiosco chiuso per l’estate 2026. Fattori: “Ritardi e zero programmazione”

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FANO – “A pochi mesi dall’inizio della stagione estiva, la città si trova di fronte a una situazione tanto inattesa quanto preoccupante: il chiosco dei Passeggi resterà chiuso per tutta l’estate 2026 e, ad oggi, non vi sono certezze nemmeno per il 2027. Nonostante i solleciti avanzati già dallo scorso mese di dicembre dai gestori uscenti, l’amministrazione non ha ancora provveduto alla pubblicazione del nuovo bando di gestione e, a metà aprile, tutto risulta fermo. Un ritardo difficilmente comprensibile, che rischia di privare cittadini e famiglie di un servizio essenziale proprio nel periodo di maggiore fruizione degli spazi pubblici. Un ritardo che preoccupa non poco le tante famiglie che abitano il quartiere”.

“Le motivazioni di questa mancata programmazione restano poco chiare. È lecito chiedersi se si tratti di una difficoltà nell’organizzare e pianificare servizi fondamentali per la città, di una scarsa attenzione verso luoghi centrali per la vita delle famiglie, oppure se, come qualcuno suggerisce con malizia, questa interruzione possa favorire future scelte già orientate. Qualunque sia la risposta, ciò che emerge è un quadro poco rassicurante, che mostra un’amministrazione fatta di selfie e apparenza ma all’atto pratico inadeguata, a poco sono servite le due panchine definite “innovative” dai referenti regionali Lega, presentate come simbolo di rinnovamento, ma che già oggi, come era prevedibile, sono inutilizzabili ed in evidente degrado, durate il tempo di una foto rappresentano gli ennesimi soldi pubblici buttati al vento”.

“Resta quindi scoperto uno dei punti più sensibili del tessuto urbano, un’immagine che stride con le reali necessità di cura e gestione continuativa di uno spazio pubblico così importante. All’atto pratico, in questi ultimi due anni il Comune risulta non aver investito un euro sui Passeggi. Va riconosciuta un’iniziativa positiva, come il coinvolgimento di giovani volontari impegnati nella pulizia dei giardini ogni sabato: un segnale di partecipazione civica importante e da valorizzare. Tuttavia, interventi di questo tipo rischiano di rimanere operazioni di facciata se non vengono accompagnati da azioni strutturali, da una programmazione concreta e da investimenti reali. La cura di uno spazio pubblico non può essere demandata esclusivamente alla buona volontà, ma richiede una visione e responsabilità amministrativa”.

“Questa situazione appare ancora più grave se si considera il valore che i Passeggi hanno rappresentato negli ultimi anni. Dopo un lungo periodo di incuria e abbandono, dieci anni fa l’amministrazione Seri era riuscita a restituire dignità e vitalità a quest’area grazie all’attivazione di un bando per la gestione del chiosco. Una scelta che si era rivelata determinante: la presenza di un punto ristoro aveva garantito un servizio concreto alle famiglie, offrendo un luogo accogliente dove accompagnare i bambini e potersi fermare, e allo stesso tempo aveva assicurato un presidio costante capace di contrastare il degrado e aumentare la sicurezza”.

“Prima di quell’intervento, infatti, i Passeggi si presentavano come uno spazio trascurato, segnato da rifiuti, bottiglie abbandonate, giochi danneggiati e frequentazioni poco rassicuranti. La riattivazione del chiosco aveva invece innescato un processo virtuoso di cura e frequentazione, trasformando l’area in un punto di riferimento per la comunità”.

“Oggi, tutto questo patrimonio rischia di essere compromesso. La tanto decantata “sicurezza” di cui questa amministrazione si è fatta promotrice dov’è? Tante famiglie se lo chiedono e si arrabbiano per questo ritardo vergognoso che costerà un’estate. Il quadro si aggrava ulteriormente se si considerano altre importanti chiusure: il Bastione Sangallo, da sempre rifugio e punto di aggregazione per molte famiglie, attualmente chiuso per lavori, (lavori di cui siamo stati i primi promotori e che attendiamo con impazienza), e la Rocca Malatestiana, che rischia di aprire in ritardo per aver trascurato il tema sicurezza emerso dopo la triste vicenda di Crans Montana. Una serie di segnali che, nel loro insieme, delineano una progressiva perdita di spazi vitali per la comunità e rendono ancora più urgente un cambio di passo nella gestione e nella programmazione”.

Cora Fattori + Europa Marche

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