A pochi giorni dalla Pasqua, il settore turistico marchigiano si muove tra aspettative positive e una diffusa cautela. Il meteo incerto e il contesto internazionale continuano a influenzare le scelte dei viaggiatori, sempre più orientati a decisioni dell’ultimo minuto. Eppure, i numeri restano incoraggianti: oltre 9 milioni di italiani si metteranno in viaggio e una quota significativa potrebbe scegliere le Marche. «Il quadro è di prudente ottimismo – spiega Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche – I flussi ci sono, ma sono sempre più legati a prenotazioni sotto data, condizionate dall’incertezza generale. Le Marche, però, hanno tutte le caratteristiche per intercettare questa domanda, grazie a un’offerta che unisce mare, borghi ed enogastronomia».
Le prenotazioni già registrate mostrano un andamento disomogeneo: accanto a chi ha programmato con largo anticipo, resta una fetta consistente di indecisi, influenzata sia dagli scenari internazionali sia dalle condizioni meteorologiche. Un elemento che si riflette anche nell’accoglienza turistica, dove prevale un atteggiamento prudente, pur in presenza di riempimenti considerati discreti da chi ha scelto di aprire. A trainare la domanda sarà soprattutto la ristorazione, confermata come uno dei comparti più dinamici delle festività pasquali. La spesa per il cibo rappresenta infatti una quota rilevante del budget dei viaggiatori (circa un terzo, stima Confcommercio Marche che indica anche una spesa media tra i 35 e i 45 euro a persona per un pasto a base di carne e tra i 45 e i 55 euro per un menù a base di pesce), con locali spesso vicini al tutto esaurito. «La tavola resta centrale nelle scelte dei turisti – sottolinea Polacco – La tradizione continua a essere un punto di riferimento, ma il settore dimostra grande capacità di adattamento, offrendo sia menù strutturati sia proposte più flessibili».
Dal punto di vista delle preferenze, vincono le esperienze di prossimità e all’aria aperta. Il mare si conferma protagonista, ma cresce l’interesse per l’entroterra, i borghi e i percorsi naturalistici, mentre le città d’arte mantengono un buon richiamo soprattutto per i visitatori stranieri. Tuttavia, il contesto geopolitico pesa ancora sulle scelte: una parte dei turisti rinuncia a partire, mentre molti privilegiano mete vicine e percepite come sicure. In questo scenario, le Marche possono giocare una partita importante, anche se resta evidente la necessità di migliorare l’organizzazione complessiva dell’offerta. «La regione può attrarre molti più visitatori – osserva Polacco – Serve però un salto di qualità nella filiera turistica, con servizi più coordinati e una maggiore capacità di rispondere alle aspettative, soprattutto della domanda estera». Lo sguardo è già rivolto all’estate, con la Pasqua e i ponti primaverili che rappresentano un banco di prova decisivo. Le prospettive restano legate all’evoluzione del clima economico e internazionale: se la fiducia crescerà, la stagione potrà consolidarsi; in caso contrario, continuerà a prevalere un turismo domestico, fatto di soggiorni brevi e attenzione ai costi.












