Ordigni chimici nel mare di Pesaro, Ruggeri: “Verificare presenza di iprite e arsenico a tutela della salute e dell’ambiente”

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PESARO – Migliaia di bombe all’iprite e tonnellate di arsenico che giacerebbero sui fondali davanti alla costa pesarese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un’eredità bellica inquietante che la Consigliera Regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, ha deciso di riportare al centro del dibattito politico attraverso una specifica interrogazione presentata alla Giunta Regionale.

«Parliamo di un potenziale disastro ecologico e sanitario rimasto troppo a lungo nell’ombra», dichiara Ruggeri. «Secondo documentazioni storiche e inchieste documentate, come quella del libro “Veleni di Stato” di Gianluca Di Feo, nel luglio del 1944 furono inabissate a circa tre miglia dal porto di Pesaro ben 4.300 bombe all’iprite (per un totale di 1.316 tonnellate) e 84 tonnellate di arsenico. Sostanze altamente tossiche e persistenti che rappresentano una minaccia costante per l’ecosistema marino, la qualità delle acque e, di conseguenza, per la salute dei cittadini e dei pescatori».

L’iniziativa della consigliera pentastellata non è nuova: già nel 2016 il Movimento 5 Stelle presentò una mozione sul tema che, all’epoca, fu bocciata dalla maggioranza di centrosinistra ma sostenuta dalle forze che oggi guidano la Regione. «Visto che l’attuale maggioranza ha già dimostrato in passato sensibilità su questo tema, mi aspetto un impegno concreto», incalza Ruggeri. «Chiedo alla Giunta di attivarsi immediatamente presso i Ministeri competenti per avviare un’indagine tecnica che verifichi l’esatta ubicazione degli ordigni, il loro stato di conservazione e i rischi reali per la balneazione e la filiera ittica».

L’attenzione sul tema è stata recentemente riaccesa dal lavoro del giornalista d’inchiesta Gianni Lannes, con una serie di incontri organizzati anche da Legambiente Pesaro e il Presidente della Commisione Ambiente Lorenzo Lugli, che sarà nuovamente protagonista il 16 gennaio al cinema Solaris di Pesaro del prossimo appuntamento pubblico dedicato a questa “emergenza invisibile”. In questa occasione, che vedrà anche la presenza dell’ Arcivescovo Sandro Salvucci, sarà proiettato il docufilm dello stesso Lannes, Il mare invisibile, un’indagine sulla dispersione del materiale bellico nel mare Adriatico.

«Invito la cittadinanza a partecipare a questo momento di approfondimento», conclude Marta Ruggeri. «Non si tratta di fare allarmismo, ma di pretendere verità e sicurezza. Ignorare ciò che giace sotto il livello del mare non elimina il pericolo; è tempo che le istituzioni si assumano la responsabilità di una bonifica o, quantomeno, di un monitoraggio serio e trasparente».

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