Oltre 3.000 studenti a Urbino per Università Aperta: orientamento e futuro al centro

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Università Aperta, la principale iniziativa di orientamento alla formazione universitaria promossa dall’Ateneo di Urbino, si è conclusa oggi con successo. L’evento, che ha presentato i corsi di laurea Uniurb e i servizi offerti alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, si è svolto dal 2 al 5 febbraio 2026 in modalità online, e dall’11 al 13 febbraio in presenza a Urbino, negli spazi dell’Area Scientifico-Didattica Paolo Volponi.

“È stato emozionante – ha detto il Rettore Giorgio Calcagnini – vedere così tanti giovani mentre attraversavano la città o si muovevano, curiosi, da un’aula all’altra. Camminavano, si fermavano, chiedevano. Facevano domande molto precise, o ascoltavano quelle degli altri come fossero le loro. Per chi deve compiere una scelta che ha conseguenze di lungo periodo, le giornate di orientamento sono un passaggio informativo essenziale.

Aprire le porte dell’Ateneo significa dare a chi partecipa la possibilità di verificare l’allineamento tra aspettative personali, struttura della nostra offerta formativa e luoghi in cui la vita universitaria si svolge. E significa anche spiegare quanto sia importante che l’iscrizione nasca da un interesse reale e dalla consapevolezza che non si tratti di una promessa irrevocabile. Durante il percorso di studio è, infatti, possibile cambiare direzione e corso di laurea, senza perdere il valore dell’esperienza pregressa. Dopotutto, l’Università serve anche a questo: a dare spazio al dubbio e agli aggiustamenti, per imparare davvero”.

I webinar, distribuiti su quattro giornate, hanno registrato una partecipazione costante. Ogni incontro è stato seguito da 80/100 persone. 2.500 è il totale delle visualizzazioni in diretta sulla piattaforma Zoom. E anche dopo la conclusione dell’evento online, l’interesse per i contenuti disponibili on demand sul canale YouTube di Ateneo è rimasto alto, con oltre 1.100 visualizzazioni (alla data del 13 febbraio 2026).

Ma il riscontro più significativo è stato raggiunto nelle giornate di orientamento in presenza, quando l’affluenza complessiva ha superato i 3.000 ingressi. L’11 febbraio l’Area Volponi ha accolto 922 partecipanti, il 12 febbraio il volume è salito a 1.036, il 13 febbraio si è raggiunto il picco con 1.100 visitatori e una perfetta corrispondenza tra numero di prenotazioni e numero effettivo delle persone intervenute.

“Come Ateneo, l’investimento che facciamo è sulla presenza – ha spiegato il Prorettore Vicario Vieri Fusi – perché le interazioni che a Urbino si creano sono una parte fondamentale della formazione, che incide sulla qualità del percorso e sulla crescita personale.

Durante la pandemia, la didattica online ha garantito continuità, ma ha mostrato anche i suoi limiti. L’apprendimento a distanza funziona in situazioni di emergenza, non può diventare un modello ordinario senza perdere valore.

E Università Aperta in questi tre giorni ha dato la possibilità, ai ragazzi e alle ragazze che hanno partecipato, di osservare da vicino la nostra dimensione comunitaria. Di visitare Urbino, di entrare nelle aule, di confrontarsi con chi è già iscritto e con i docenti, per capire quanto sia imprescindibile vivere l’Ateneo e la città come spazi condivisi”.

La provenienza della popolazione studentesca interessata all’offerta formativa dell’Università di Urbino evidenzia una connessione forte tra l’Istituzione e il territorio circostante. I giovani provenienti da Fano, Urbino, Pesaro, Jesi e Ancona rappresentano, infatti, oltre il 51% dei partecipanti totali.

“I tre giorni di open day – ha osservato Giovanni Boccia Artieri, Prorettore alla Didattica e alla Comunicazione Interna ed Esterna – si sono conclusi confermando un dato che per noi è ormai strutturale. L’orientamento è diventato uno spazio di conoscenza e approfondimento che consente a studenti e famiglie di valutare quale tipo di futuro formativo è possibile costruire qui a Urbino.

Il nostro Ateneo investe su questo processo in modo continuativo. Grazie a Università Aperta i giovani e i loro genitori hanno potuto osservare direttamente come funziona Uniurb nei suoi ambienti e nelle sue relazioni, ma durante tutto l’anno accademico la macchina non si ferma. Tant’è che le colleghe e i colleghi docenti portano nelle scuole del territorio proposte che descrivono i nostri corsi, e introducono anche linguaggi, metodi e pratiche di studio attraverso attività laboratoriali. Un approccio questo che consente di avvicinare i ragazzi e le ragazze a un’idea concreta di formazione universitaria, prima ancora della scelta formale”.

Ma qual è il profilo anagrafico e il livello di scolarità di queste ragazze e di questi ragazzi? Dai dati raccolti emerge una netta prevalenza di studenti iscritti all’ultimo anno delle scuole superiori: i tre quarti (74,56%) dei partecipanti sono studenti del quinto anno. Accanto a questo gruppo si registra una presenza non marginale di allievi e allieve del quarto anno (11,84%), segno di un interesse che si manifesta con anticipo. Completano il quadro di riferimento, una quota di diplomate e diplomati che si “riorienta” o valuta di immatricolarsi e un segmento di utenti che manca di indicazioni specifiche.
Ed è a questa pluralità di persone alle prese con scelte di studio e di vita che ha fatto riferimento Ivana Matteucci, Delegata del Rettore all’Orientamento, restituendo il senso complessivo dell’evento.

“Con Università Aperta – ha concluso la Professoressa Matteucci – ci poniamo anzitutto l’obiettivo ambizioso di stimolare in studenti e studentesse la crescita di una vera e propria cultura dell’Università, ancora non troppo diffusa nel nostro Paese.

Attraverso tutte le azioni portate in campo in queste tre giornate, abbiamo voluto lanciare messaggi che sottolineano l’importanza di iscriversi all’Università di Urbino, in particolare, per vivere un’esperienza di dialogo, di scambio e di crescita in un contesto in cui è possibile costruire reti con docenti e studenti, e in un territorio e in una città dove natura e arte si esprimono al meglio.

L’offerta didattica e i servizi che abbiamo presentato costituiscono una proposta formativa che guarda al futuro, sia per l’acquisizione di saperi e competenze utili alla professionalità da spendere nel mondo del lavoro, sia per sviluppare un’esperienza di vita libera, pacifica, inclusiva, umana”.

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