FANO – “Non si può morire in città per un grave incidente stradale! Ieri a Fano, la morte di una persona che si muoveva a piedi lungo via del Ponte ha aumentato la triste contabilità che ogni anno, a livello nazionale, registra oltre 3.000 morti, centinaia di migliaia di feriti e incalcolabili danni morali e materiali per le famiglie coinvolte.
Nei centri urbani dei paesi europei più evoluti sono in atto provvedimenti che impediscono una guida distratta o spericolata, introducono severi limiti di velocità, prevedono controlli efficaci, ecc. Fare tutto questo è possibile anche a Fano, come dimostra l’esperienza di Bologna dove, già a pochi mesi dalla loro introduzione, provvedimenti di questo tipi hanno aumentato sensibilmente la sicurezza stradale.
É evidente che, dall’oggi al domani, non si possa cambiare la realtà di una città storica come Fano; una cosa però si può fare: un progetto organico per realizzare spazi protetti per gli utenti più deboli della strada, cioè quelli che, per scelta o necessità, si muovono a piedi; in una città praticamente senza marciapiedi c’è solo l’imbarazzo della scelta”.
Direttivo FIAB Fano FOR-BICI











