Morani contro il Governo: “Ridotti i comuni montani, penalizzata la provincia di Pesaro-Urbino”

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“Quello che sta accadendo ai danni della provincia di Pesaro e Urbino è un disegno politico chiaro: un progressivo smantellamento dei diritti e delle opportunità per il nostro entroterra. Il Governo Meloni, con la complicità del silenzio dei rappresentanti locali e regionali del centrodestra, sta portando avanti un’operazione di desertificazione economica e sociale che non ha precedenti.”  È questo l’allarme lanciato in merito alla nuova classificazione dei comuni montani definita dalla Legge 131/2025 e dai recenti accordi Stato-Regioni dell’ex sottosegretaria del PD Alessia Morani. “Una riforma che, sommata alla strategia delle aree interne, configura un vero e proprio “assedio” ai danni di famiglie e imprese del territorio. La scure del Governo ha ridotto drasticamente la mappa della montagna pesarese: dei 33 comuni che storicamente godevano delle tutele montane, ne sono stati confermati solo 24. Ben nove centri sono stati cancellati con un colpo di spugna burocratico basato su freddi calcoli altimetrici che ignorano la realtà geografica e sociale dell’Appennino. A lasciare sbigottiti è l’esclusione di comuni come Urbino e Sassocorvaro Auditore. Senza lo status di comune montano, Urbino e Sassocorvaro Auditore rischiano di perdere le deroghe ministeriali per il numero minimo di iscritti a scuola, compresa la scuola secondaria superiore. Questo significa nuovi accorpamenti e la chiusura di plessi scolastici nelle zone più isolate, costringendo le famiglie a lunghi spostamenti verso altri comuni. Gli agricoltori di queste zone, che operano in condizioni eroiche e su terreni svantaggiati, vedranno sfumare contributi vitali e riduzioni fiscali e contributive essenziali per le zone montane. Un danno economico che colpirà direttamente i coltivatori e le eccellenze del biologico e dell’allevamento locale già fortemente in difficoltà. Prima il governo Meloni ha messo nero su bianco nella strategia per le aree interne che sarebbero rimaste sole e abbandonate ad un lento declino, ora ci tolgono la montagna,” prosegue la nota. “Definire Urbino, città simbolo dell’entroterra e capoluogo di provincia, come ‘non montana’ è un insulto alla geografia e alla storia. Questo governo parla di sovranità e territorio, ma nei fatti taglia i servizi essenziali e abbandona i cittadini che scelgono di vivere lontano dalle aree metropolitane. Si chiede un intervento immediato della Regione Marche affinché venga esercitata ogni pressione possibile per il reintegro dei comuni esclusi. Non si tratta di una battaglia di campanile, ma della sopravvivenza di un’intera comunità. La provincia di Pesaro e Urbino non può e non deve essere considerata la “Cenerentola” d’Italia per colpa di una politica nazionale che guarda solo ai numeri e mai alle persone” conclude Morani.

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