Mense scolastiche, genitori: “Costi troppo alti e nessun dialogo”

0
15

FANO – “I genitori interessati al tema della refezione nelle mense scolastiche chiedevano risposte concrete su costi che, per molte famiglie, sono diventati un macigno. Al consiglio comunale del 5 marzo, però, non sono arrivate risposte chiare, né è emersa l’intenzione da parte del Comune di risolvere la questione.

Secondo i genitori, l’Amministrazione avrebbe compiuto, in materia di mensa scolastica, una scelta di tipo aziendale: mettere il pareggio di bilancio e la sostenibilità finanziaria del servizio al centro delle proprie valutazioni, dando priorità alla tenuta dei conti rispetto all’accessibilità universale al servizio.

Una scelta complessa, che viene rispettata, ma che secondo i genitori dovrebbe essere accompagnata da un dialogo attivo con gli utenti, capace di individuare soluzioni efficaci anche entro i vincoli di bilancio.

Se l’approccio è di natura gestionale, sostengono, dovrebbe essere applicato con coerenza anche nel dialogo con le famiglie. Nessuna azienda sostenibile si limita infatti a fissare i prezzi e ad attendere che il mercato si adatti: investe nel customer care, cioè nella conoscenza dei propri clienti e delle loro opinioni sul servizio erogato, analizzando il rapporto qualità-prezzo e cercando di capire anche perché qualcuno abbia deciso di rinunciare al servizio.

Da qui la domanda: l’amministrazione ha un piano per contattare e dialogare con i cittadini che stanno pensando di abbandonare la mensa o che lo hanno già fatto? Secondo i genitori, non solo questo confronto non c’è stato, ma anche quando richiesto il dialogo sarebbe stato poco costruttivo. La promessa di un incontro successivo a quello di fine gennaio, spiegano, non sarebbe stata mantenuta.

La preoccupazione, precisano, non riguarda solo l’adeguamento Istat, ma una ristrutturazione complessiva delle tariffe che colpirebbe in particolare la fascia media delle famiglie.

Tra i punti contestati:

eliminazione delle riduzioni per secondi e terzi figli (prima tra il 50% e il 70%), dovuta al nuovo metodo di calcolo del nucleo familiare e che avrebbe generato rincari sproporzionati;

• una compartecipazione delle famiglie al costo del servizio che arriva al 75%, con un carico economico considerato molto più alto rispetto a quello di comuni limitrofi anche più piccoli.

Critiche anche alla nuova tariffa di 70 euro per il prolungamento orario. La risposta dell’amministrazione si è basata sulla gratuità del servizio per chi ha un ISEE sotto i 6.000 euro e su una retta agevolata per chi è sotto i 20.000 euro, ma secondo i genitori questa misura non riflette la realtà.

Il servizio, spiegano, è utilizzato soprattutto da genitori che lavorano entrambi oltre le 16, con un ISEE che spesso supera i 20 mila euro ma che non garantisce comunque una serenità economica tale da sostenere una spesa fissa di 70 euro al mese, oltre agli altri servizi comunali come mensa e trasporto scolastico. Tra 0 e 70 euro, sottolineano, esistono molte sfumature che l’amministrazione non starebbe considerando.

Per questo i genitori chiedono all’assessore e alla giunta di uscire dal palazzo, guardare le fatture delle famiglie e ripristinare un equilibrio che permetta ai bambini di accedere a servizi educativi che fanno parte del diritto allo studio e della serenità familiare.

Un’amministrazione che vuole davvero mettersi al servizio della comunità, concludono, lo dimostra prima di tutto ascoltando i cittadini e offrendo soluzioni concrete alle difficoltà che emergono”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here