MOMBAROCCIO – Mombaroccio ha ricevuto la “Medaglia d’Oro al Merito Civile” quale riconoscimento alla cittadinanza del comune marchigiano e al convento del Beato Sante che seppe aprire le porte per accogliere persone in difficoltà ed ebrei in fuga dalla Shoah.
Una Giornata della Memoria molto particolare quella che si è svolta la mattina di martedì 27 gennaio 2026 nel Salone Metaurense del Palazzo Ducale di Pesaro. A fare gli onori di casa il Prefetto della Provincia di Pesaro e Urbino, la dottoressa Emanuela Saveria Greco che ha consegnato la Medaglia d’Oro al Valore Civile al Comune di Mombaroccio e ha voluto sottolineare come, nel tragico abisso della coscienza in cui era sprofondata l’umanità in quegli anni, ci furono uomini e donne che non esitarono a mettere a rischio la propria incolumità per salvare delle vite umane, un’intera Comunità che non ha mai tradito le famiglie ebree accolte nel paese, evidenziando l’alto esempio di bontà, empatia, sensibilità e ricordando, altresì, Padre Sante Raffaelli e il giovane ufficiale tedesco Erich Eder che si unirono, in questa eroica azione, alla cittadinanza.
Presenti le massime autorità civili, militari e religiose della provincia e gli studenti della scuola “Barocci” di Mombaroccio, accompagnati dai loro insegnanti. La mattinata si è aperta con la lettura del saluto della Senatrice a vita Liliana Segre: «Invito i giovani di oggi a trovare il momento dentro le loro coscienze di scegliere sempre il bene! Le loro vite saranno più ricche e degne di essere vissute!».
In seguito, è stato proiettato il documentario dal titolo “Siamo qui, siamo vivi”, tratto dall’omonimo libro di Roberto Mazzoli, che ha permesso di ricostruire nei dettagli la vicenda: negli anni bui della Shoah, Mombaroccio è diventata un faro di luce grazie alla rete di solidarietà messa in piedi dal vescovo Bonaventura Porta e da Padre Sante Raffaelli, guardiano del convento del Beato Sante, dove trovò riparo anche la famiglia di Alfredo Sarano, segretario della Comunità Ebraica di Milano in possesso delle liste degli oltre 14.000 iscritti della sua città. Nel corso della mattinata i ragazzi della scuola si sono avvicendati nelle letture di alcune pagine del suo diario e la figlia, Miriam Sarano, in collegamento video da Israele, ha testimoniato la propria gratitudine verso gli abitanti di Mombaroccio per aver protetto loro e molti altri fuggiaschi e verso il comandante tedesco Erich Eder, che non ne denunciò la presenza. «A quel tempo i nostri nonni, molti dei quali erano analfabeti, seppero offrirci un’autentica lezione di umanità mettendo a repentaglio la propria vita per salvare altri esseri umani», ha detto il sindaco Emanuele Petrucci.
Ora la Medaglia d’Oro al Merito Civile campeggia sul gonfalone di Mombaroccio poiché, “la popolazione, incurante dei rischi cui si esponeva, aggravati dalla presenza di un Comando tedesco, fu protagonista, mediante la rete formatasi tra i frati di Mombaroccio, il Vescovo di Pesaro, i Carabinieri e le famiglie, nel fornire rifugio, presso il Convento francescano e le abitazioni private, a profughi e fuggiaschi, tra cui Ebrei e renitenti alla leva giunti nel territorio comunale”.













