Nella serata del 30 gennaio 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino hanno portato a termine un’importante operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nella località di Bellocchi di Fano, conclusasi con l’arresto di tre uomini e il sequestro di diversi chilogrammi di droga, tra hashish e cocaina. L’attività è scattata a seguito di un servizio di osservazione nei pressi di un’abitazione sospetta. I militari, dopo aver notato movimenti anomali e l’ingresso di diverse persone in un garage condominiale, hanno deciso di intervenire. Nonostante un tentativo di dare l’allarme da parte di uno dei presenti, gli operanti sono riusciti a bloccare cinque persone all’interno del locale.
Nel corso della prima perquisizione, nascosti nel bagno del garage, sono stati rinvenuti 10 panetti di hashish (per un peso totale di 1 kg) pronti per la commercializzazione. L’operazione è stata poi estesa alle abitazioni degli indagati a Fano e Tavullia, portando al rinvenimento di ulteriori quantitativi di droga.
In un’abitazione a Tavullia sono stati sequestrati altri panetti di hashish corrispondenti a circa 2 kg, macchinari per il confezionamento sottovuoto è circa 3.000 euro in contanti ritenuti presunto provento dell’attività illecita. In un secondo domicilio, a Fano, sono stati rinvenuti circa 15 grammi di cocaina (in parte già suddivisa in dosi) e ulteriore hashish.
Al termine delle attività, tre degli uomini coinvolti sono stati arrestati con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, mentre altri due soggetti sono stati deferiti in stato di libertà per concorso in detenzione di sostanza stupefacente; tutti gli indagati sono italiani residenti fra Fano e Tavullia. I tre arrestati sono stati associati presso la locale casa circondariale dove, nella mattinata del 2 febbraio, sono comparsi dinanzi al GIP per l’udienza di convalida dell’arresto, all’esito della quale è stata applicata, a tutti gli indagati, la custodia cautelare in carcere.
Lo stupefacente rinvenuto, se immesso sul mercato, avrebbe potuto fruttare oltre 30.000 euro. Le indagini proseguono per accertare la provenienza della droga sequestrata e individuare l’intera rete di distribuzione locale. Per gli indagati vige comunque la presunzione di innocenza, fino a sentenza di condanna passata in giudicato.













