MARCHE – “Facciamo chiarezza sugli effetti dei recenti decreti emanati sulla gestione del lupo: non è a tutt’oggi una specie cacciabile, è ancora una specie protetta per l’alto valore ecologico di controllo delle specie di cui si alimenta. In Italia sono censiti 3500 lupi, e con i nuovi decreti si prevede sì di poter limitarne il numero attraverso il prelievo, ma per un massimo di 160 esemplari, di cui 8 nelle Marche. Si tratta di un limite massimo e non di una disposizione.
Sempre per chiarezza, non si tratta di un’autorizzazione a sparare o prelevare un lupo che si avvicina ai centri urbani, come vuol far credere la grossolana propaganda della destra, che in questi ultimi tempi hanno alimentato paure e trasformato il lupo in un’icona da abbattere insieme all’”estremismo ambientalista” (uno stereotipo talmente demenziale da risultare ormai comico tale ne è l’abuso…)
Non che la presenza di lupi inurbati non sia un problema, ma oggettivamente è molto meno pericolosa dei branchi di cinghiali (le cui popolazioni peraltro sono tenute sotto controllo numerico proprio dal lupo), dei cani non gestiti correttamente o delle zanzare portatrici di virus un tempo esotici.
È peraltro intellettualmente disonesto allarmare pretestuosamente la cittadinanza e poi illuderla proponendo soluzioni semplicistiche: con pallottole e veleni non si è mai riusciti a contenere numericamente alcuna specie indesiderata, come ad esempio i cinghiali, i ratti, le nutrie e ogni altra specie che si è tentato di arginare con l’uccisione. Occorre invece intervenire a monte, con investimenti strutturali e gestionali, modificando i nostri comportamenti e preservando gli habitat naturali ove le specie selvatiche hanno sempre vissuto evitando di continuare ad antropizzare, sfruttare e invadere ogni angolo del territorio. La fauna selvatica si sta abituando alla nostra presenza, in virtù della prerogativa di modificare i propri comportamenti per sopravvivere.
Invitiamo tutte le amministrazioni del territorio provinciale a procedere nell’emissione dell’Ordinanza sindacale, come già fatto dall’assessorato all’Ambiente del comune di Pesaro e ad organizzare gli eventi informativi e formativi con le rispettive comunità cittadine, come ha già previsto il comune di Pesaro per martedì 3 febbraio p.v. presso la Sala del Consiglio alle ore 17:30.
Bisogna lasciare al lupo la possibilità di alimentarsi nel suo habitat, lasciandogli spazi e prede che diversamente vengono sostituite dalla disponibilità di cibo degli ambienti urbani, come sta accadendo. Occorre utilizzare recinzioni anche elettrificate per proteggere gli animali allevati, adottare cani da guardiania, gestire i rifiuti organici in modo che non siano disponibili ed evitare che la predazione si sposti sugli animali d’affezione, prevalentemente cani di taglia piccola e gatti. I cani e gatti di proprietà debbono essere tenuti in casa e i cani condotti al guinzaglio, mentre per il gran numero di gatti randagi è necessario provvedere al contenimento soprattutto delle cucciolate tramite le sterilizzazioni a cura dei Servizi pubblici veterinari, come prevede la legge, peraltro spesso disattesa per carenza di fondi che dovrebbe prevedere, è bene ricordarlo ai più disattenti, la Regione Marche”.
Adriana Fabbri – Consigliera comunale AVS Pesaro
Samuele Mascarin – Consigliere comunale In Comune Fano













