Sarà eseguita lunedì all’obitorio di Fano l’autopsia sul corpo di Vasyl Khomiak, il 34enne ucraino trovato morto giovedì scorso in fondo al pozzo dell’Eremo di Monte Giove, sulle colline sopra Fano. Dall’esame autoptico sono attese indicazioni decisive per chiarire la dinamica della morte e le circostanze della tragedia avvenuta all’interno del monastero camaldolese. Secondo gli accertamenti svolti dai carabinieri della compagnia di Fano, l’ipotesi ritenuta al momento più verosimile è quella di una caduta accidentale nel pozzo, profondo circa trenta metri e privo d’acqua che si apre all’interno di un fabbricato dell’eremo. Non si esclude tuttavia che il 34enne possa essersi calato volontariamente. L’autopsia dovrà inoltre chiarire la causa esatta del decesso e l’origine delle gravi lesioni riscontrate sul corpo, tra cui l’amputazione del piede sinistro.
Gli investigatori stanno ricostruendo anche le ore precedenti alla tragedia. Khomiak, che secondo quanto emerso soffriva di disturbi psichiatrici ed era seguito dal Centro di salute mentale di Pesaro, si era recato nei giorni scorsi al monastero chiedendo ai monaci di poter restare. Con sé aveva un messale in cirillico e un’icona ortodossa. Dopo il rifiuto dei religiosi, l’uomo potrebbe essersi nascosto all’interno dell’area dell’eremo. Nella notte, in preda a un possibile stato di alterazione, avrebbe profanato la chiesetta del complesso danneggiando l’altare maggiore e la reliquia attribuita a San Valerio. Successivamente, forse ferito e sanguinante, avrebbe vagato nel buio fino a entrare in una piccola costruzione dove si trova il pozzo, precipitando nel vuoto senza acqua ad attutire la caduta. Quando il corpo è stato recuperato, il medico del 118 ha riscontrato ferite alla testa e altre lesioni compatibili con la caduta. Sul cadavere, secondo quanto emerso finora, non sarebbero stati rilevati segni di colluttazione.













