Le Brecce, Panaroni (M5S): “Serve il sottopasso per unire le ciclovie”

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FANO – Il quartiere Le Brecce torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare la questione è il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Francesco Panaroni, che ha presentato un’interpellanza rivolta al sindaco e alla giunta sul tema del collegamento ciclopedonale sotto la ferrovia e sulla messa in sicurezza della zona costiera.

Il nodo principale resta quello di via del Bersaglio, chiusa al traffico dal 1995. Per anni rappresentava lo sbocco naturale al mare per molti residenti, oggi invece l’attraversamento della linea ferroviaria è impossibile in quel punto. Una situazione che, secondo Panaroni, costringe ancora chi vive nel quartiere a spostarsi in auto anche per raggiungere la Chiesa della Gran Madre di Dio o il centro commerciale.

Già nel 2008 l’amministrazione aveva affidato un incarico per un progetto preliminare di sottopasso ciclopedonale, con una stima di spesa di circa 1 milione e 100 mila euro. Nel frattempo è stato realizzato un cavalcaferrovia con ciclabile laterale, ma il percorso viene ritenuto poco fruibile a causa delle pendenze.

L’interpellanza arriva mentre sono in corso i progetti della Ciclovia del Metauro e della Ciclovia Adriatica, che dovranno collegare territori e quartieri. Secondo il consigliere pentastellato, senza un attraversamento sicuro della ferrovia e della Statale Adriatica il collegamento tra le due infrastrutture rischia di restare incompleto.

Sul tavolo c’è anche il futuro dell’area ex pista go-kart, oggetto di uno studio affidato all’Università di Ferrara, che ha presentato tre ipotesi di riqualificazione con spazi verdi e aree di aggregazione per il quartiere.

Infine, Panaroni chiede chiarimenti sullo stato di avanzamento delle scogliere soffolte a protezione della Montagnola e delle abitazioni a rischio esondazione.

Con l’interpellanza si sollecita dunque un aggiornamento complessivo: scogliere, ciclovie e soprattutto un sottopasso che consenta ai residenti di Le Brecce di superare la ferrovia in sicurezza, senza affrontare le ripide rampe del cavalcaferrovia.

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