APECCHIO – Un appuntamento di grande rilievo culturale anima il cuore dell’entroterra marchigiano. Domenica 18 gennaio, alle ore 17, a Palazzo Ubaldini di Apecchio, è in programma una visita guidata gratuita alla mostra “Luigi Ghirri. Blu Infinito. In viaggio con Gianni Celati e Giacomo Leopardi”, a cura di Luca Baroni, direttore della Rete Museale Marche Nord e curatore del progetto espositivo.
La visita guidata, a ingresso libero, sarà l’evento conclusivo della mostra e rappresenta un’opportunità preziosa per cittadini, appassionati e visitatori di approfondire il lavoro di Luigi Ghirri e il dialogo tra fotografia, letteratura e paesaggio, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico e culturale del territorio.
Con questa mostra, infatti, per la prima volta vengono presentate al pubblico 84 fotografie inedite di Luigi Ghirri, uno dei più importanti fotografi italiani del Novecento. Le opere, donate dallo stesso autore a una collezione privata, sono oggi rese visibili grazie al consenso della Fondazione Luigi Ghirri, offrendo ai visitatori un’occasione rara di approfondimento e scoperta.
Il progetto nasce da una ricerca pluriennale condotta nei primi anni Novanta da Luigi Ghirri insieme allo scrittore Gianni Celati, dedicata al paesaggio padano e alle sue tensioni poetiche e percettive. Un’indagine che trova una delle sue espressioni più note nel documentario Strada provinciale delle anime (1991), diretto da Celati, ma che in questa esposizione si arricchisce di nuovi materiali e di uno sguardo inedito.
Il viaggio raccontato dalle immagini è insieme reale e immaginario: una corriera blu che attraversa la pianura, carica di amici, parenti, scrittori e musicisti. Lo sguardo di Ghirri trasforma il paesaggio in territorio dell’anima, popolato da presenze umane, oggetti quotidiani e dettagli apparentemente marginali, capaci però di rivelare una profonda dimensione poetica.
Ospitare un progetto di tale livello in un piccolo comune come Apecchio conferma il ruolo fondamentale dei centri dell’entroterra nella diffusione della cultura di qualità, dimostrando come luoghi lontani dai grandi circuiti urbani possano diventare spazi vivi di confronto, riflessione e crescita collettiva.
Questo evento conclude l’attività di Tank, il festival di fotografia analogica, arrivato alla sua quarta edizione.











