MARCHE – “Esprimo la mia più totale e ferma solidarietà alla collega Micaela Vitri, bersaglio di un attacco vile, sessista e vergognoso.
È allarmante constatare come, ancora una volta, quando una donna esprime le proprie opinioni in ambito pubblico e istituzionale, la reazione di una parte becera della società non si limiti al dissenso nel merito, ma scada immediatamente nell’aggressione al corpo e alla dignità della persona in quanto donna. Questo dimostra quanto sia ancora lunga la strada per sradicare una cultura patriarcale e tossica che tenta di intimidire le donne impegnate in politica.
Occorre che chi si esprime in maniera ingiuriosa, come se i social network fossero un luogo dove tutto può essere concesso, sia perseguito e paghi per le sue affermazioni pubbliche.
Per questo è più che mai necessario che la politica faccia la sua parte e incentivi un linguaggio rispettoso, affermando la cultura del rispetto, che troppe volte per chi è donna e fa politica non è usato.
Anche per questo ho presentato la proposta di legge sull’inserimento del linguaggio inclusivo tra i principi fondamentali del nostro Statuto regionale, che andrà in aula domani in prima lettura e che mi auguro l’aula approverà in maniera unanime.
Una proposta di legge subito fatta propria anche da Micaela e che oggi più che mai risulta necessaria come segnale culturale che devono dare le nostre istituzioni”.











