Incontro sui lupi, “Locandina sbagliata e dubbi sugli esemplari del San Bartolo: possibile presenza di ibridi”

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PESARO – “L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali si offre di donare al Comune di Pesaro, e specificamente all’assessore all’Ambiente Maria Rosa Conti, fotografie di veri lupi italici, visto che nella locandina sull’incontro pubblico organizzato il 3 febbraio proprio dall’assessorato all’Ambiente c’è addirittura la fotografia di due esemplari nordamericani o nordeuropei – sottospecie ben diverse persino a prima vista – che c’entrano poco o nulla con il nostro Canis lupus italicus. E per fortuna che la locandina riporta ben in evidenza lo slogan “Il lupo: più conoscenza, più consapevolezza”… Più conoscenza cosa? Gli esperti relatori che interverranno non si sono accorti di nulla? E se sì, ci voleva tanto a sostituire la fotografia?

 

Si sottolinea che nell’incontro pubblico organizzato dalla nostra Associazione il 23 gennaio scorso a Pesaro sia sulla locandina sia sui comunicati stampa si evidenziava che chiunque avrebbe potuto dire la sua dopo gli interventi dei relatori. E così è stato fatto, anche animalisti e ambientalisti si sono potuti esprimere liberamente e con tanto di microfono. Ma la locandina dell’assessore all’Ambiente non lo prevede né lo esplicita. Senza contare che organizzare un incontro pubblico alle 17,30, quando la gente normalmente lavora, come gli allevatori, manifesta scarsa considerazione  verso i pareri delle famiglie angustiate concretamente e sul campo dal problema lupo. 

 

A proposito dei lupi presenti nel Parco, ricordiamo che non è mai stata fatta nessuna analisi del Dna a questi esemplari e ci sono ampie probabilità che molti di questi, se non tutti, siano ibridi. La cosiddetta ibridazione (sono la stessa specie) con il cane è infatti un grave problema per la purezza della specie. Lo stesso esemplare nel Parco soprannominato “Due Calzini” non sarebbe affatto una presunta mutazione ma semplicemente un ibrido – e così tutti i suoi fratelli e almeno uno dei genitori –, perché nessun lupo italico puro ha zampe dal colore bianco così netto ed esteso uniformemente. E mai neppure le unghie bianche. Questo cucciolone è stato chiamato così a proposito del lupo Due Calzini del film “Balla coi lupi” di Kevin Costner, ma anche questi – non era uno solo, furono utilizzati due fratelli – come tutti gli altri lupi nordamericani non avevano zampe così bianche. Venivano verniciati. Insomma, la gente sarà stata entusiasta di questo strano cucciolo, ma solo per ingenui motivi hollywoodiani e non scientifici.

 

Dell’incontro del 3 febbraio possiamo dire che riteniamo credibili solo il serio e obiettivo Laurent Sonet, responsabile del Servizio naturalistico e ambientale del Parco San Bartolo, e il tenente colonnello Michele D’Angelo del Gruppo Carabinieri forestali di Pesaro-Urbino che, in quanto appunto carabiniere, deve essere, e senz’altro sarà, rigorosamente super partes. Gli altri due relatori, in quanto delle associazioni animaliste Lav e Lac, a nostro parere lasciano semplicemente il tempo che trovano. 

 

Del relatore Ciro Manente possiamo dire che è il presidente, e la moglie vicepresidente, di un’associazione con sede a a Merano che ha un sito Internet non raggiungibile, e solo una pagina Facebook. Insomma, due appassionati, un laureato in giurisprudenza e una notaia, né zoologi né biologi, che il Parco del Conero e ora quello di San Bartolo supportano e patrocinano. Del resto il direttore è sempre la stessa persona. A questa associazione si permette persino, con il supporto del Parco del Conero e non solo, di tenere decine di incontri nelle scuole fornendo agli inconsapevoli studenti perle antiscientifiche come quelle dichiarate da Manente pure ai giornali: “La caccia al cinghiale ha ridotto il numero di branchi. Questo significa che a fronte di una minore diffusione delle prede, i lupi cercano cibo altrove e più vicino ai centri abitati”. Falso, visto che lo stesso Parco Naturale del Monte San Bartolo dichiara a proposito dei cinghiali che “se il loro accrescimento non venisse contenuto con un adeguato piano di gestione, aumenterebbero ogni anno da un minimo dell’80% ad un massimo del 200% della popolazione. Un accrescimento di tale portata, in un territorio circoscritto e con le caratteristiche del San Bartolo, provocherebbe pericoli per la sicurezza pubblica”. Tanto che il Parco nel 2025 da gennaio ad agosto ha abbattuto 147 cinghiali, con l’obiettivo di ridurli a meno di 100. Gli abbattimenti comunque andranno avanti almeno fino al 2027. Quindi, se fossero così ridotti, si suppone che il Parco non continuerebbe ad abbatterli. Cosa dice Manente?

 

Non solo, incredibilmente dichiara che il lupo “resta soprattutto un animale schivo”, quando invece vengono continuamente avvistati, fotografati e filmati ovunque, fin di giorno e nei centri abitati. Ciro Manente dice che a osservare quanto sta succedendo nel parco del San Bartolo, nel Pesarese, i numeri dei lupi sono in calo. Peccato che anche nelle Marche è invece aumentato in modo spropositato: il biologo Paolo Giacchini nel 2012 ne stimava 140-160 individui, passati ad almeno 300 nel 2024, ossia quanti quelli presenti nelll’intera Svizzera, che però è oltre quattro volte più grande delle Marche. Tante le predazioni di bestiame anche in presenza di recinzioni e cani adeguati, e la provincia più colpita è proprio quella di Pesaro-Urbino. 

 

Manente dichiara che: “Il lupo è l’animale cattivo per eccellenza nel nostro immaginario”. Quale immaginario, se l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), branca scientifica del ministero dell’Ambiente, ha dichiarato ufficialmente che ormai c’è allarme sociale legato a questo fenomeno? Che numerosi sono i casi di lupi che frequentano assiduamente i contesti abitati dall’uomo predando cani e gatti a volte anche custoditi all’interno di aree recintate? Che solo dal 2017 al 2024 i lupi in Italia pur senza essere stati provocati hanno attaccato e ferito ben 20 persone, con cure ospedaliere, ferendo seriamente e tentando di predare tre bambini di 5 anni, di cui due a Vasto e uno dentro la città  di  Roma, salvati a stento dai genitori? 

 

Manente dichiara anche “basta pensare che in Italia non ci sono morti per lupo dal 1920”, quando il famoso esperto di orsi e lupi prof. Giuseppe Altobello (fu lui a capire che l’orso bruno marsicano e il lupo italico erano sottospecie, tanto che dal 1921 sono scientificamente dedicate a lui (Ursus arctos marsicanus Altobello e Canis lupus italicus Altobello) riferì di successive predazioni mortali di diverse persone a Rivisondoli e Cittaducale. L’ultimo fu un uomo azzannato alla gola nel Mugello, Toscana, trasportato ancora vivo ma poi morto all’ospedale di Marradi  l’11 marzo 1923. Manente dichiara pure che in Italia sono 70mila all’anno gli attacchi dei cani alle persone, fake news da tempo fatta circolare artatamente da ambientalisti e animalisti. Infatti l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani dichiara ufficialmente che “In Italia non esiste una epidemiologia ufficiale e sistematica delle morsicature e delle aggressioni canine, né ai danni delle persone né di altri cani”. Il dato delle 70.000 aggressioni (esattamente 69.525) deriva da uno studio della Harvard Medical School che ha esaminato i dati relativi ai morsi di cane (anche lievi, soprattutto in casa) ma riguarda gli…Stati Uniti (dove i cani registrati sono oltre 100 milioni) e non per un anno ma bensì dieci, dal 2009 al 2018.

 

Non pochi Comuni, Parchi, Province, Regioni, Istituti scolastici e associazioni permettono pertanto, e addirittura promuovono, frequentemente la diffusione di fake news, non fornendo dati e notizie veritiere addirittura agli studenti nelle scuole”.

 

Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali

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