Impresa artigiana agroalimentare: avviato a Pesaro percorso sulle politiche del cibo

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PESARO – Le imprese artigiane dell’agroalimentare come nuovo presidio sociale ed economico. CNA AgroAlimentare ha partecipato al convegno “Pesaro, città da coltivare”, un titolo che richiama il valore della cura come responsabilità politica, culturale e civile verso il territorio e le comunità. Il tema della biodiversità è centrale: è alla base della qualità del cibo, della salute degli ecosistemi agricoli e dei modelli di sviluppo che intrecciano agricoltura, città e consumi.

Le politiche locali del cibo rappresentano uno strumento strategico per integrare produzione, trasformazione, distribuzione, consumo e gestione dei rifiuti in un’unica visione sistemica. Le recenti crisi hanno evidenziato le fragilità del sistema alimentare e rafforzato la necessità di un cambiamento. Adottare un approccio agroecologico è auspicabile perché è un modello che coniuga produttività, tutela delle risorse naturali, valorizzazione della biodiversità e qualità delle produzioni. In questo quadro, l’impresa artigiana agroalimentare è anche presidio sociale oltre che economico: radicata nei territori, crea relazioni, identità e coesione. Può essere un ponte tra agricoltura, città e inclusione sociale, contribuendo anche alla prevenzione sanitaria attraverso produzioni attente a stagionalità, materie prime locali e naturalità.

A ribadirlo questo concetto nel corso del convegno, Francesca Petrini, presidente nazionale CNA Agroalimentare (nella foto), che ha aggiunto: “Accogliamo con grande favore la volontà dell’Assessorato alla sostenibilità del Comune di Pesaro di avviare un percorso sulle politiche del cibo, mettendo al centro l’agroecologia e promuovendo un tavolo di confronto con associazioni e cittadini attraverso gruppi di lavoro dedicati. Nelle Marche sarebbe il primo Comune ad avviare un processo strutturato di questo tipo”. CNA AgroAlimentare e il Distretto Biologico Terre Marchigiane (che nel corso del convegno hanno anche organizzato una piccola degustazione-vendita di prodotti biologici), intraprenderanno un percorso congiunto per costruire insieme una food policy locale capace di generare sviluppo sostenibile, salute e valore per la comunità.

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