Il Vino Biologico delle Marche protagonista al Vinitaly 2026

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MARCHE – In occasione del Vinitaly 2026, il Distretto Biologico Marche ha presentato al mercato internazionale un sistema vitivinicolo che si conferma tra i più avanzati e competitivi d’Europa, capace di coniugare sostenibilità, identità territoriale e performance economiche di alto profilo. In un contesto globale segnato da contrazioni dei consumi e instabilità geopolitica, il vino biologico marchigiano emerge come segmento anticiclico e ad alto valore aggiunto. Mentre l’export vinicolo italiano nel 2025 ha registrato una flessione del -3,7% in valore, il comparto del food bio ha continuato a crescere, trainato da una domanda sempre più orientata verso qualità certificata, tracciabilità e sostenibilità.

“Il Vino biologico delle Marche’, titolo del talk condotto da Giambattista Marchetto, direttore Vinonews24 e giornalista food & wine, ha visto gli interventi di Andrea Passacantando, presidente Distretto Biologico Marche, di Enrico Rossi, vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Alberto Mazzoni, direttore di IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini, con la testimonianza di due produttori biologici regionali, Tommaso Di Sante e Giorgio Savini.

“Le Marche rappresentano oggi un sistema tra i primi in Italia – ha dichiarato Andrea Passacantando, presidente del Distretto Biologico Marche – all’interno del Distretto Biologico regionale, che aggrega oltre 2mila aziende su quasi 100mila ettari di superficie agricola regionale. Questo ecosistema agricolo integrato consente una resilienza superiore agli stress climatici e una qualità media delle produzioni significativamente elevata”.

“Le Marche hanno creduto fin dall’inizio nell’agricoltura biologica, destinando a questo ambito il 35,7% della dotazione complessiva dell’attuale CSR (Complemento per lo sviluppo rurale, ndr), pari a 135,86 milioni di euro – ha dichiarato il vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Enrico Rossi -. È una scelta sostenuta da politiche economico-finanziarie importanti, che hanno dato alle imprese strumenti concreti per investire e crescere. Oggi il 29,6% della Superficie agricola utile regionale è dedicato al biologico, a fronte di una media nazionale del 20,2%: un dato che ci colloca ai primi posti in Italia e già oltre l’obiettivo del 25% indicato dall’Unione europea nella strategia Farm to Fork. Con questi numeri, il nostro compito è promuovere sempre di più l’immagine delle Marche come territorio unitario, capace di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale, anche in chiave di attrattività enoturistica”.

 “Un primato, in particolare nel settore del vino, che dobbiamo trasformare in migliore redditività per le imprese, facendo in modo che il Distretto biologico delle Marche diventi elemento di strategia e visione collettiva, così da migliorare la redditività e la competitività delle imprese”, ha affermato Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, intervenendo questa mattina all’incontro in Sala Raffaello. 

“Nel 2025 – ha sottolineato il Presidente Passacantando – a fronte della contrazione dei mercati extra-UE (in particolare Stati Uniti e Cina), i vini marchigiani hanno consolidato la propria presenza nei mercati europei ad alto valore con buoni risultati in Germania, Francia e Paesi Bassi. In questi Paesi cresce l’interesse per vini di qualità e sostenibili, premiando in modo significativo il segmento biologico”.

Il vino biologico marchigiano trova la sua massima valorizzazione nel canale Ho.Re.Ca: l’85% dei ristoratori, secondo un recente rapporto di Nonisma, inserisce etichette biologiche in carta per elevare il posizionamento del locale, confermando il ruolo strategico del vino bio come leva di posizionamento. Le Marche si posizionano anche all’avanguardia nella sostenibilità integrata, con una crescente adozione dello standard Equalitas, che certifica le performance ambientali, sociali ed economiche delle aziende. Le Marche, inoltre, hanno sperimentato, per la prima volta, metodi di tracciabilità in blockchain ed analisi isotopica con il progetto ‘Biocerto’, su vini biologici, un passaggio fondamentale per rispondere alle nuove esigenze di mercato e trasparenza nei confronti dei consumatori.

“Il Vinitaly 2026 – ha concluso Passacantando – è stata un’occasione per il Distretto Biologico Marche per illustrare un modello produttivo che ha trasformato la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. Il vino biologico marchigiano non è più una nicchia, ma una piattaforma strategica di sviluppo. In un mercato globale sempre più selettivo, le Marche dimostrano che qualità, identità territoriale e sostenibilità certificata sono le chiavi per generare valore duraturo”.

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