FERMIGNANO – Non è un film, ma una sfida teatrale che chiama direttamente in causa il pubblico attraverso il Teatro di Narrazione: nessuno schermo a fare da filtro, solo un attore in carne e ossa, la sua voce, le luci e la musica, in un’esperienza dal vivo in cui la presenza e l’attenzione degli spettatori diventano parte integrante della rappresentazione. Al centro dello spettacolo vi è una storia vera e potente, quella di Carlo Urbani, medico nato a Castelplanio, in provincia di Ancona, protagonista di un gesto che ha contribuito a salvare migliaia di vite e figura di rilievo nella sanità internazionale, ancora oggi non pienamente conosciuta dal grande pubblico.
La drammaturgia si sviluppa in due momenti solo apparentemente distinti: una riflessione sul pianeta e sul riscaldamento globale introduce il tema della fragilità degli equilibri ambientali, mentre la seconda parte conduce lo spettatore dentro la vita avventurosa e coraggiosa di Urbani, fino al suo impegno decisivo nella lotta contro le epidemie.
Il titolo “Goccia dopo goccia” diventa così la chiave interpretativa dell’intero percorso narrativo, suggerendo l’idea di una responsabilità che si costruisce nel tempo attraverso piccoli gesti capaci di generare conseguenze immense, tanto nella tutela dell’ambiente quanto nella difesa della salute collettiva.
Per comprendere pienamente la figura di Urbani è necessario richiamare il contesto delle organizzazioni con cui operò: Medici Senza Frontiere, organizzazione indipendente insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1999, attiva nei contesti di guerra, catastrofi naturali ed emergenze sanitarie, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia delle Nazioni Unite che coordina le strategie globali di prevenzione e controllo delle malattie. Urbani seppe unire la dimensione umanitaria e operativa del medico sul campo, propria di Medici Senza Frontiere, con la competenza scientifica e diplomatica richiesta dal suo incarico presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove lavorava in Vietnam quando individuò e segnalò tempestivamente la gravità della SARS, contribuendo in modo determinante alla risposta internazionale. “Goccia dopo goccia” restituisce dunque il ritratto di un uomo partito dalla provincia marchigiana e capace di portare l’etica concreta del medico di comunità nei luoghi decisionali della sanità mondiale, intrecciando memoria civile, coscienza ambientale e senso di responsabilità individuale in una narrazione che interroga il presente e invita ciascuno a riconoscere il valore della propria “goccia” nel bene comune.
Sarà presente anche il medico Roberto Burioni, virologo, immunologo e divulgatore scientifico, originario di Fermignano.
“Abbiamo voluto fortemente questo momento -spiega l’amministrazione comunale-. La storia di Carlo Urbani rappresenta un esempio non soltanto dal punto di vista della medicina ma anche dell’impegno civico- Con il linguaggio emozionale del teatro si riesce a raccontare e passare in modo diretto e ancor più toccante la vicenda umana del medico marchigiano ma anche tutta la serie di concause e ripercussioni del mondo attuale”.













