Giacomo Rossi, Vicepresidente del Consiglio Regionale delle Marche, interviene nel dibattito sull’ipotesi di unificazione federazione dei quattro atenei marchigiani (Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Università degli Studi di Macerata e Università di Camerino) sollevando alcune perplessità: «Nel dibattito che si sta aprendo sull’idea di unire le Università marchigiane, credo sia necessario porsi una domanda di fondo: siamo davvero sicuri che una simile operazione porterebbe vantaggi superiori rispetto al valore aggiunto che ciascun Ateneo dà ai propri territori? Ciascuna delle Università delle Marche rappresenta un presidio culturale, ma anche economico e sociale fondamentale per le città e le comunità che le ospitano».
L’esponente di Civici Marche prosegue spiegando le sue perplessità: «Questi processi vengono descritti come “razionalizzazione” o “ottimizzazione”. Tuttavia nascondono un rischio concreto di accentramento che può, al contrario, indebolire gli Atenei e di conseguenza le realtà locali con le quali nel tempo si sono costruiti forti legami: viviamo un momento storico complicato, in cui ogni specificità territoriale che porta ricchezza, anche culturale, va difesa con tutte le forze».
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Giacomo Rossi conclude: «Questa deve essere la nostra sfida politica: trattenere e valorizzare la storia centenaria dei nostri Atenei, invece di accorparli. Vanno piuttosto favorite le collaborazioni tramite il coinvolgimento attivo e i progetti comuni, laddove utili, ma evitare operazioni che rischiano di trasformarsi in impoverimento di opportunità accademiche per i giovani e i territori già messi a dura prova sotto tanti punti di vista».













