FOSSOMBRONE – Una famiglia con due bambini molto piccoli è rimasta per diverse ore senza acqua potabile dopo la sospensione della fornitura idrica da parte di Marche Multiservizi. L’erogazione è stata ripristinata solo dopo numerosi reclami e solleciti. A rendere nota la vicenda è stata l’avvocato Pia Perricci, che ha diffuso una nota stampa ricostruendo quanto accaduto.
La situazione riguarda un’abitazione di Fossombrone nella quale vivono due genitori con due figli di quattro anni e di appena sette mesi. La sospensione della fornitura è stata scoperta dalla madre dei bambini al rientro dal lavoro, quando ha improvvisamente constatato che in casa non vi era più acqua. Per diverse ore la famiglia è rimasta completamente priva di un bene essenziale come l’acqua potabile, con evidenti disagi soprattutto per la presenza dei due minori. L’interruzione della fornitura si inserisce nell’ambito di una controversia già in corso tra l’utente e il gestore del servizio idrico relativa a consumi anomali derivanti da una perdita occulta successivamente accertata dalla stessa Marche Multiservizi.
Nel mese di ottobre 2025 la famiglia aveva infatti ricevuto una bolletta dell’importo di 1.955,86 euro. A seguito del reclamo presentato dagli utenti, il 29 ottobre 2025 i tecnici della società avevano effettuato un sopralluogo accertando la presenza di una perdita occulta nell’impianto. Secondo quanto riferito dalla famiglia, tale perdita sarebbe presumibilmente collegata ai lavori eseguiti nel settembre 2023 in via Enrico Fermi da una ditta incaricata dalla stessa società. Dopo quegli interventi, nella stessa strada si sarebbero verificate almeno tre perdite occulte in altre abitazioni.
A seguito delle contestazioni, Marche Multiservizi ha successivamente rideterminato l’importo della fattura chiedendo il pagamento di 892,96 euro. Una cifra che tuttavia è stata nuovamente contestata dall’utente perché ritenuta sproporzionata rispetto ai consumi storici della famiglia. Per questo motivo è stata attivata la procedura di conciliazione presso ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
Nonostante la controversia sia tuttora in corso e nonostante la presenza di due bambini molto piccoli nell’abitazione, la famiglia si è ritrovata improvvisamente senza acqua per diverse ore, fino al ripristino della fornitura dopo ripetuti reclami. L’acqua rappresenta un servizio pubblico essenziale e la sospensione della fornitura in presenza di minori e di una procedura di conciliazione attiva solleva interrogativi sul rispetto delle garanzie previste per gli utenti. La vicenda riaccende inoltre l’attenzione su un tema che riguarda molte famiglie: la gestione dei servizi essenziali e la necessità che tali servizi vengano erogati nel pieno rispetto dei diritti degli utenti, soprattutto quando sono coinvolti nuclei familiari con minori.













