FANO – “Dopo più di quattro anni di inutile attesa, si saprà finalmente cosa dice il famoso “Studio di fattibilità delle alternative progettuali – Ripristino linea Fano Urbino”.
“Attraverso i suoi canali, il Comitato Ciclovia del Metauro ha acquisito questo documento che ha un’enorme importanza non solo perché può mettere fine a decenni di immobilismo, polemiche e speculazioni politiche ma anche perché non sono discutibili l’autorevolezza e la competenza di chi lo ha prodotto, cioè RFI e Italferr del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane”.
“Gli aspetti più significativi dello studio saranno pubblicati a breve, ma non a cura della Regione Marche che non ne sarebbe in possesso; in pratica, ha speso 350 mille euro per un servizio senza averne il corrispettivo, cioè il documento che dal Dicembre 2021 giace presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.
“Poiché il documento è molto complesso, è stata necessaria un’accurata analisi da parte di tecnici specializzati che hanno confermato ciò che già si sapeva, cioè che servirebbero centinai di milioni (più o meno 400 solo per i costi “diretti”) e dovrebbe essere sconvolta tutta la valle del Metauro dove sono state individuate, anche se degne di un romanzo di fantascienza, le “alternative progettuali” al vecchio percorso abbandonato da circa 40 anni; di conseguenza, risulta che l’ex ferrovia è disponibile per altri usi, in primis la pista ciclopedonale che rappresenta la soluzione più logica, oltretutto auspicata anche dalle stesse Ferrovie dello Stato attraverso le sue pubblicazioni”.
“A questo punto sarà molto difficile continuare ad ostacolare le richieste di tantissimi cittadini ma soprattutto di Comuni come Cartoceto, Colli al Metauro, Fossombrone e Fermignano che si dicono pronti a realizzare la pista nei loro territori”.
“Si spera quindi che su questo argomento si apra un dibattito serio e costruttivo perché non è possibile trascurare i risultati dello “Studio di fattibilità” che esclude il ripristino della Fano Urbino e propone “alternative progettuali” (seppure di enorme impatto urbanistico) per una nuova ferrovia che, in un altro percorso, potrebbe rispondere alle giuste richieste di un entroterra che lamenta il suo isolamento”.
Comitato Ciclovia del Metauro
In copertina un rendering di come potrebbe essere riqualificata l’ex stazione di Calcinelli












