Fano Cresce: “Studio conferma, ferrovia Fano-Urbino irrealistica. Priorità alla ciclovia del Metauro”

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Fano Cresce esprime pieno sostegno alla posizione del Comitato Ciclovia del Metauro alla luce dei contenuti emersi dallo studio di fattibilità sul ripristino della linea ferroviaria Fano-Urbino. Da anni sosteniamo con chiarezza ciò che oggi questo studio sembra confermare autorevolmente: il ripristino della ferrovia sul vecchio sedime è una prospettiva irrealistica, economicamente insostenibile e territorialmente anacronistica. Continuare ad alimentare questa ipotesi ha significato per troppo tempo bloccare ogni scelta concreta sul futuro dell’infrastruttura, condannando la valle del Metauro all’immobilismo. Parliamo di un intervento che richiederebbe investimenti enormi, nell’ordine di centinaia di milioni di euro, e che non sarebbe comunque realizzabile lungo il tracciato storico senza stravolgere profondamente l’assetto urbanistico e territoriale della valle. 

È particolarmente grave che uno studio pagato con risorse pubbliche sia rimasto nei cassetti dal 2021 senza essere reso pubblico: su questa mancanza di trasparenza qualcuno dovrà assumersi precise responsabilità. In questo senso, Fano Cresce annuncia fin da ora la volontà di promuovere un incontro pubblico dedicato al futuro della valle del Metauro e alle prospettive di utilizzo dell’ex sedime ferroviario, aperto a cittadini, amministratori e portatori di interesse, per favorire un confronto trasparente e basato sui dati. Prendere atto di questa realtà non significa rinunciare alla mobilità ferroviaria dell’entroterra: significa, al contrario, affrontare il tema con serietà e onestà intellettuale, distinguendo finalmente tra la legittima esigenza di migliori collegamenti per le aree interne e l’ostinazione ideologica verso un progetto ormai superato dai fatti.

Per questo riteniamo che l’ex sedime ferroviario debba essere valorizzato per ciò che oggi rappresenta la scelta più razionale, utile e immediatamente realizzabile: una ciclovia strategica capace di connettere la valle, promuovere mobilità sostenibile, turismo lento, riqualificazione urbana e sviluppo economico diffuso. Accogliamo con favore la disponibilità già manifestata da numerosi Comuni della vallata a procedere in questa direzione. Ora serve che anche la Regione Marche abbandoni definitivamente ogni ambiguità e apra una nuova fase basata sui dati tecnici, non sulla propaganda. La politica seria ha il dovere di scegliere la realtà, non inseguire nostalgie irrealizzabili.

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