Fano – Bene Comune: “Sulla Fondazione Teatro troppe ombre e verità nascoste”

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Si è conclusa, con la relazione in consiglio comunale, il lavoro della commissione speciale di indagine sulla Fondazione Teatro, istituita per capire come si erano create criticità contabili per quasi 500 mila Euro. Bene ha fatto il presidente Mirisola a scoperchiare il vaso di Pandora per portare alla luce le cattive gestioni degli ultimi 20 anni, quelle delle amministrazioni Aguzzi e Seri. La commissione è iniziata male perché se voleva davvero essere al di sopra delle parti avrebbe dovuto affidare la presidenza all’unica parte politica che non ha mai governato la Fondazione Teatro, cioè il Movimento 5 Stelle.

Il secondo grave errore è stato quello di secretare le sedute della commissione, cosicchè i cittadini, che sono quelli che con le proprie tasse tengono in piedi la Fondazione, non hanno potuto seguire lo sviluppo delle audizioni e farsi un’idea delle responsabilità. E anche adesso non vogliono rendere pubblici i verbali delle commissioni, fatto gravissimo per un’amministrazione pubblica, come ha ammesso onestamente anche il sindaco Serfilippi. L’impressione è che destra e sinistra, in grande imbarazzo, si siano spalleggiati a vicenda senza una reale volontà di far emergere la verità, visto che entrambe le amministrazioni hanno gravi responsabilità su quanto avvenuto. Infatti i problemi di bilancio sono iniziati già con le amministrazioni Aguzzi e proseguiti con le giunte Seri.

Anche solo limitandoci alla lettura della relazione della commissione nonché alle anticipazioni giornalistiche, emerge un quadro molto pesante, con amministratori, dirigenti, presidenti e controllori che si smentiscono l’uno con l’altro. Inaccettabile che documenti richiesti dalla commissione non siano stati trasmessi. Inoltre sono mancate le audizioni dei rappresentanti del Comune nel consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro e quelle degli assessori che hanno fatto eventi al Teatro ma non risulta che ci sia stato poi il relativo pagamento.

Dalla relazione emergono profili di responsabilità che parrebbero essere non solo contabili (“impiego di risorse della fondazione per … eventi privati, … con aggravio significativo delle criticità di bilancio della Fondazione e, nei fatti, un uso distorto delle risorse pubbliche, al di fuori di ogni regolamentazione conforme a legge“). In definitiva ci si chiede a cosa sia servita una commissione del genere che di fatto non ha accertato le responsabilità personali, politiche e amministrative, del disastro dei conti della Fondazione, al punto che nessuno sente il bisogno di ammettere le proprie colpe e chiedere scusa. Per far luce sulle responsabilità non resta dunque che l’intervento della magistratura, ordinaria e contabile.

Da ‘Bene Comune’

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