Le giornate Fai di Primavera vedono quest’anno a Fano l’inconsueta apertura del Palazzo Vescovile, situato nel cuore pulsante del centro storico, a pochi passi dalle principali attrazioni della città come l’Arco d’Augusto, Piazza XX Settembre, il Museo Malatestiano e, di recente, i ritrovamenti e gli scavi della Basilica di Vitruvio. Il Palazzo Vescovile non è solo un edificio religioso, ma un pezzo di quella “Fano nascosta” che non ci si aspetta e che sorprende, in questo caso, soprattutto, per il contrasto tra la severità esterna e la raffinatezza interna
La facciata infatti è molto sobria, spoglia e severa, quasi impercettibile per chi ci passa davanti, ingentilita solo sul fronte da un’edicola neoclassica in pietra calcarea recante l’effigie della Madonna con Bambino, risalente all’inizio del XIX secolo. L’ingresso principale si trova su Via Montevecchio, a ridosso della Cattedrale di Santa Maria Assunta (il Duomo di Fano), da cui è separato da pochi metri, formando una struttura ecclesiastica compatta. Il nucleo originario del palazzo risale all’epoca medievale, quando Fano era sede vescovile già da secoli. Gli storici concordano infatti nel ritenere che la presenza cristiana a Fano sia antichissima, già nel I secolo d.C. doveva esserci una comunità cristiana di una rilevanza tale da richiedere la presenza di un vescovo che celebrasse i riti cristiani presso qualche domus, perché in questo I secolo dell’era cristiana non esistevano luoghi di culto ufficiali.
Le prime strutture furono costruite come residenza stabile del vescovo e centro amministrativo della diocesi. Tra Rinascimento e primo Barocco il palazzo subì ampliamenti significativi. Diversi vescovi contribuirono alla definizione degli spazi interni, trasformando l’edificio in una residenza signorile. È in questo periodo che la modesta scala in legno dell’ingresso fu sostituita con lo Scalone d’onore in marmo che si ammira tuttora. Nel XVIII secolo vennero riorganizzate sale e ambienti rappresentativi, con gusto pienamente barocco. Questo fu uno dei periodi di massimo splendore del palazzo.
COSA SCOPRIRETE?
All’interno, salito lo Scalone, si succedono, una dopo l’altra, le sale di rappresentanza: la Sala del Trono con la Galleria dei Ritratti dei vescovi di Fano, tra cui quelli di Mons. Castruccio Francesco Castracane degli Antelminelli, di Angelo Maria Ranuzzi, oltre alla tela raffigurante San Filippo Neri detto Pippo Buono. Segue la Sala degli Arazzi, così chiamata perché le tele a grossa trama dipinte a tempera sono tali da sembrare arazzi con dimensioni che coincidono con la grandezza delle pareti. Esse compongono un programma teologico che narra la storia e la natura della Chiesa. Si inizia con “Rebecca al pozzo”, poi “Salomé con la testa del Battista”, “Davide con la testa di Golia”, “Davide che lenisce con la cetra e col canto l’insania di Saul” e “Fuga in Egitto”. Nella Sala del Segretario una tetralogia di Francesco Guerrieri rappresenta le quattro virtù cardinali, infine nella Sala del Vescovo si può ammirare anche la splendida mappa di Fano del XVIII secolo e la pala d’altare con i quattro Santi Patroni di Fano che offrono la città alla protezione della Madonna. A guidare i visitatori saranno come sempre gli Apprendisti Ciceroni del Liceo “Nolfi Apolloni” e del Liceo scientifico “Torelli” e, per le medie inferiori, dell’ I.C.S. “G. Padalino”, dell’I.C.S. “ Sant’Orso” e dell’ I.C. A. “Gandiglio”. Grazie a loro si potrà conoscere e apprezzare un patrimonio architettonico e artistico significativo, frutto di oltre sette secoli di storia. Un particolare ringraziamento a S.E.R. Mons. Andrea Andreozzi, che ci ha aperto la Sua casa che è insieme cuore della vita diocesana e scrigno di memoria storica per tutta la città di Fano e al segretario Mauro Amati per la collaborazione e disponibilità.
Orari sabato e domenica:
10-12,30 ultimo ingresso ore 11.50
15-18 ultima visita ore 17.20
Durata della visita: 40 minuti circa
L’ingresso è gratuito per tutti ma è gradito un contributo minimo di 3 euro












