PESARO – Un tavolo tecnico formato da Regione, Assemblea di ambito territoriale, sindaci, Provincia e CNA per esaminare una serie di progetti e individuare un nuovo invaso che soddisfi il crescente fabbisogno idrico del territorio.
E’ questo un primo risultato scaturito dal convegno “H2O, Valore Acqua”, organizzato dalla CNA di Pesaro e Urbino. Una iniziativa che ha cercato di fare il punto sullo stato dell’arte e sulle politiche integrate per la tutela delle risorse idriche e lo sviluppo del territorio.
All’iniziativa, aperta dal segretario della CNA di Pesaro e Urbino, Antonio Bianchini, sono intervenuti il presidente della Provincia, Giuseppe Paolini, il vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione, Giacomo Rossi, il presidente dell’Aato, Massimo Berloni oltre a sindaci della provincia e rappresentanti delle multiservizi.
Nel corso dell’esposizione dei dati sulla provincia, illustrati dall’ex presidente dell’Aset Paolo Reginelli, è emerso il crescente fabbisogno idrico del territorio che può contare solo su pochi invasi (Furlo, e San Lazzaro di Tavernelle) e per l’80% da fonti d’acqua superficiali 533 sorgenti e pozzi di captazione che dipendono in gran parte dalle precipitazioni e dal fenomeno crescente della siccità: negli ultimi cinque anni si sono persi almeno 90 mm di precipitazioni all’anno pari a quanto pioveva un tempo in tutto il mese di novembre. Tutto a questo a fronte di un aumento dell’evaporazione, data dall’aumento delle temperature, e dalla vetustà delle reti che aumentano la dispersione, mentre cresce il fabbisogno di acqua (dal 3,1% al 7% su base annua) con picchi estivi di crescita della domanda che si attestano attorno al 15%. E’ evidente che l’offerta data dal territorio è largamente insufficiente e che bisogna pensare alla creazione di un nuovo invaso che possa soddisfare le richieste di acqua ad uso civile, industriale e agricolo.
Nel corso del convegno della CNA sono state illustrate anche le esperienze virtuose della diga romagnola di Ridracoli (33 milioni di metri cubi) e di quella toscana di Bilancino (69 milioni di metri cubi). Ridracoli serve numerosi comuni della Romagna ed anche il Comune di Gabicce. Una infrastruttura che si è rivelata un vero e proprio tesoro per oltre un milione di abitanti e per tutto il territorio delle provincie di Forlì Cesena e di Rimini con ricadute positive sia dal punto di vista economico che turistico. A parlarne è stato Daniele Valbonesi, ex sindaco di Santa Sofia, comune che si trova a 9 km dall’invaso. E poi seguita l’esperienza della Diga di Bilancino illustrata da Sara Di Maio, sindaco di Barberino del Mugello che ha evidenziato come la diga sia stata in grado di cambiare l’economia di un territorio (serviti 14 città tra cui Firenze e Prato) e trasformarsi in una grande opportunità anche da un punto di vista turistico.
Il vicepresidente dell’Assemblea legislativa regionale Giacomo Rossi, che ha annunciato l’avvio di un piano di interventi per la pulizia degli invasi che inizierà con quello del Furlo, ha evidenziato la centralità del tema nelle politiche regionali e l’importanza di un approccio integrato che contempli i diversi utilizzi.
Decisivo anche l’intervento di Massimo Berloni, presidente dell’assemblea dei sindaci Aato che ha confermato che la gestione dell’acqua deve essere una priorità assoluta dicendosi disponibile alla creazione di un tavolo operativo per lo studio di fattibilità di un nuovo invaso capace di soddisfare i fabbisogni presenti e futuri. E’ seguito il dibattito con il contributo di sindaci e rappresentanti delle multiservizi.
Il presidente CNA di Pesaro e Urbino, Michele Matteucci ha rivendicato con orgoglio l’azione della CNA che ha acceso un faro sulla questione delle risorse idriche “Non possiamo continuare a inseguire le emergenze, la siccità non è più un evento straordinario: è una condizione con cui dobbiamo imparare a convivere. E convivere non significa rassegnarsi. Significa pianificare. Ecco perché il tema degli invasi idrici non è ideologico. È strategico. Parlare di nuovi bacini, di sistemi di accumulo, di gestione integrata per bacino idrografico significa scegliere di trattenere l’acqua quando c’è, per averla quando serve. Significa ridurre lo spreco, garantire approvvigionamenti stabili, proteggere l’agricoltura, sostenere la manifattura, dare sicurezza ai cittadini”. Concetti ripresi anche dal segretario Antonio Bianchini che ha confermato la piena disponibilità dell’associazione a collaborare attivamente al tavolo tecnico sul quale portare progetti, indicazioni re condizioni di fattibilità per la creazione di un nuovo invaso o di tutte le soluzioni che si renderanno necessarie”.













