Emergenza della raccolta di plasma nelle Marche: Seri presenta una interpellanza alla Giunta regionale

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ANCONA – Il consigliere regionale Massimo Seri ha depositato una interpellanza sull’attuale situazione di raccolta di sangue e in particolare di plasma nelle Marche poiché, da recenti segnalazioni, la regione Marche non è autosufficiente in termini di plasma raccolto, tant’è che si riesce a soddisfare l’ 86% dell’attuale esigenza e questo comporta che la parte restante deve essere reperita all’estero, spesso di scarsa qualità, attraverso l’acquisto di farmaci plasmaderivati che si estraggono dal plasma. 

 

Nella nostra regione attualmente stiamo assistendo ad una crisi nella gestione delle sacche, in particolare quelle di plasma , che rischiano di non venire tempestivamente ed adeguatamente lavorate” ha dichiarato Seri, aggiungendo che il costo per la regione Marche del 14% mancante che viene acquistato è di 3,5 mln, quando sarebbe opportuno e più conveniente raggiungere uno stato di autosufficienza, lavorando ed investendo nella raccolta,  nei centri trasfusionali e nell’officina della lavorazione del sangue.

 

La raccolta di sangue e plasma non è mai troppa” sostiene Seri “perché le necessità trasfusionali all’interno del sistema sanitario rimangono imprevedibili ed è importante non arrivare mai ad una situazione di scarsità o peggio di emergenza, visto che ne va di mezzo la salute e talvolta per fino la vita delle persone”! 

 

Nello specifico si evidenzia un problema strutturale-organizzativo in quanto è venuta meno una regia unica per la raccolta e la lavorazione delle sacche ematiche , anche attraverso il rinforzo di personale tecnico delle “officine”, non dimenticando che queste rappresentano un’eccellenza in termini di qualità prodotta, dove, giustamente, sono stati effettuati importanti investimenti, con l’acquisto di macchinari all’avanguardia, adibiti appunto al controllo della qualità del sangue. 

 

E’ necessario dare forza ed impulso ai centri trasfusionali” prosegue Seri “ed al sistema “officina” (deputato alla lavorazione delle sacche e dunque cuore del sistema di raccolta)”.

 

Secondo Seri, purtroppo non vi è un vero dialogo tra il DIRMT (Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale) che stabilisce anche il fabbisogno regionale e le “officine” preposte. Quando il sistema non è efficace si rischia di non valorizzare la nostra eccellenza, finendo con l’acquistare plasmaderivati all’estero e con il rischio ancor più grande ed ingiustificabile di non utilizzare le sacche di raccolta, bene prezioso e frutto della generosità di tante volontarie e volontari! Il consigliere sostiene che si debba raggiungere un’autosufficienza negli approvvigionamenti e a tal proposito ha presentato una interpellanza allo scopo di conoscere la politica del Governo regionale a riguardo, quali azioni potrebbe mettere in campo la Regione per  il raggiungimento di questa autosufficienza, in particolare sostenendo la preziosa attività di raccolta da parte delle associazioni marchigiane, facendo anche ricorso alla  campagna straordinaria di sensibilizzazione.

 

Le associazioni di volontariato rappresentano uno dei più validi supporti al servizio sanitario nazionale per quanto concerne il sistema trasfusionale di sangue e plasma, gratuitamente fornito dai suoi donatori – ha concluso Seri- e a loro dovrebbe andare sempre la massima riconoscenza ed il più possibile supporto, perché il servizio che svolgono disinteressatamente è estremamente prezioso e talvolta non ce ne rendiamo neppure conto”!

 

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