Ad Ancona è stata sottoscritta la convenzione tra Regione Marche e Comune di Fano che consente di avviare l’intervento di manutenzione straordinaria e dragaggio del porto. L’opera è finanziata con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione per un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro. Alla firma erano presenti l’assessore regionale a Porti, Aeroporto e Interporto Giacomo Bugaro, il sindaco di Fano Luca Serfilippi, il direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Marche Nardo Goffi e l’assessore al Porto del Comune Gianluca Ilari.
«Si tratta di una convenzione dal valore economico di 2,5 milioni destinata a un’opera attesa da tempo: l’abbassamento dei fondali del porto di Fano di circa un metro attraverso la rimozione di 15.000 metri cubi di sedimenti – ha spiegato Bugaro –. Questo intervento non è solo una manutenzione tecnica, ma una scelta strategica. Fano è un porto di competenza regionale e richiede un impegno diretto per garantirne la competitività. Abbassare i fondali significa aumentare la capacità di accoglienza delle imbarcazioni, fornendo un supporto concreto al cluster della nautica, uno degli asset principali dell’economia marchigiana per fatturato, volumi e occupazione». «È un obiettivo che ci siamo posti fin dall’inizio del mandato – ha sottolineato Serfilippi – restituire al porto di Fano piena operatività e sicurezza. Si tratta di un intervento molto atteso dalla nostra marineria, anche perché lo scalo risultava bloccato da anni. Grazie alla collaborazione con la Regione siamo riusciti a sbloccare una situazione ferma da ben diciassette anni. Non vogliamo limitarci al semplice dragaggio: l’obiettivo è affrontare il problema in modo moderno e sostenibile».
L’intervento riguarda in particolare le aree portuali di competenza comunale, con attenzione al bacino di evoluzione, interessato negli anni da fenomeni di insabbiamento che hanno ridotto l’operatività dello scalo. È prevista la rimozione di circa 15 mila metri cubi di sedimenti, con un approfondimento medio dei fondali di un metro, per consentire l’accesso in sicurezza anche alle imbarcazioni di maggior pescaggio e sostenere le attività della cantieristica. I fondi hanno carattere pluriennale e consentiranno di completare l’intervento entro il 2028. Il cronoprogramma prevede una prima fase di analisi chimiche, seguita dalla bonifica bellica e quindi dall’avvio dei lavori. Resta centrale il tema dello smaltimento dei sedimenti: il conferimento in discarica comporterebbe costi elevati, per questo si stanno valutando tecnologie innovative per rendere il trattamento più sostenibile ed economico.
Prima della firma è stato aggiornato l’Accordo di Programma regionale sui dragaggi, che ha consentito di rendere pienamente attuabile l’intervento. Il progetto rientra nell’Accordo di Coesione tra Regione e Governo e si inserisce nella strategia regionale che individua nella portualità uno degli assi principali per lo sviluppo economico e occupazionale delle Marche.












