FANO – “Basta polemiche, baruffe politiche e distinguo, è ora di lavorare insieme per un rilancio complessivo del territorio”. Così il direttore provinciale Confesercenti Alessandro Ligurgo risponde al confronto che in questi giorni ha chiamato in causa il Comune di Pesaro sui dati del turismo: una differente lettura delle presenze che ha determinato sulla stampa un acceso ‘botta e risposta’.
“Il commercio sta soffrendo tanto in tutta la provincia e il turismo, a parte la parentesi positiva delle ultime festività e dei periodi canonici di alta stagione, non è da meno –sottolinea Ligurgo- questo a Pesaro come a Urbino, a Fano come a Gabicce. Basta guardare la situazione dei centri storici con le vetrine sfitte anche sulle piazze principali e il rapido turnover di aperture e chiusure, così come basta vedere le difficoltà degli albergatori di far quadrare i conti tutto l’anno. Due cose ovviamente legate: un turismo che fatica ad attrarre visitatori si traduce in un commercio in rimessa”.
“Ecco perché siamo stanchi di leggere tutti i giorni polemiche sterili –incalza Ligurgo- che non portano a nulla e nelle quali ognuno resta arroccato sulle proprie posizioni. E’ora di fare un salto di qualità nella visione e nell’azione e di lasciare da parte gli interessi politici, lavorando, invece, per il benessere della collettività perché la collettività è in sofferenza”.
Confesercenti ribadisce la necessità di una visione del futuro a medio e lungo termine, condivisione degli interventi e progetti concreti: “Pensiamo, ad esempio, a un tavolo sovracomunale –aggiunge Ligurgo- che, insieme con Confesercenti e le altre associazioni, individui un piano di lavoro concreto per il brand provincia, coinvolgendo l’intero territorio a prescindere dagli schieramenti. Abbiamo i temi di Pesaro Capitale della Cultura già avviati in tutti i Comuni ed è urgente programmare le azioni in vista dell’importante candidatura europea avanzata per il 2033. Insomma, questo non è il tempo dei battibecchi politici ma di un’assunzione di responsabilità collettiva per fronteggiare una crisi che, da profonda, rischia di diventare endemica”.











