Carni senza controlli e locali sporchi: scattano chiusure e maxi multe nel Pesarese

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Carabinieri Nas - Foto di repertorio

Escrementi di roditori, carni prive di tracciabilità e gravi carenze igienico-sanitarie. È quanto emerso da una serie di controlli condotti nel mese di gennaio dai Carabinieri del NAS di Ancona nell’ambito di un’operazione nazionale coordinata dal Comando Tutela della Salute di Roma. Le ispezioni hanno interessato complessivamente 31 attività tra macellerie, salumifici e laboratori di lavorazione delle carni presenti sul territorio regionale. In 17 casi sono state riscontrate non conformità alle normative vigenti.

Pesaro e Urbino: il quadro più critico

La situazione più problematica è stata rilevata nella Provincia di Pesaro e Urbino. Qui i controlli hanno riguardato 10 esercizi e ben 8 sono risultati irregolari. Due laboratori di lavorazione carni sono stati chiusi temporaneamente dall’AST per violazioni gravi delle norme igienico-sanitarie e per il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo.
Uno dei provvedimenti ha interessato un laboratorio a Vallefoglia, dove è stata accertata anche la presenza di escrementi di roditori. L’altro caso riguarda un esercizio alimentare con banco carni a Urbino, risultato non conforme sotto il profilo igienico. Le chiusure sono state disposte con prescrizioni precise: i locali potranno riaprire solo dopo interventi di sanificazione e un nuovo esito positivo dei controlli. Secondo il Comando regionale dei Nas, il fatto che le uniche due chiusure siano avvenute nel territorio pesarese rappresenta un segnale «particolarmente allarmante».

Sequestri e sanzioni

Ulteriori sei attività hanno evidenziato irregolarità legate al sistema HACCP e a carenze strutturali e di pulizia. In una macelleria di Piandimeleto sono stati sequestrati circa 15 chili di prodotti carnei privi di tracciabilità, quindi senza indicazioni certe su provenienza e macellazione. Complessivamente le sanzioni elevate ammontano a 19.500 euro. Le multe variano in base alla violazione:

  • 1.000 euro per carenze igieniche dei locali;
  • 1.500 euro per problemi di tracciabilità degli alimenti;
  • 2.000 euro per il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo igienico-sanitario.

I controlli, fanno sapere i Nas, proseguiranno anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute dei consumatori.

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