La sera del 29 marzo i Carabinieri della Compagnia di Fano hanno arrestato un 33enne residente a Cagli, colto in flagranza dei reati di fabbricazione e porto di arma da guerra, previsti dagli articoli 1 e 4 della legge 895/1967.
Nel pomeriggio dello stesso giorno l’uomo, in stato di alterazione psicofisica e con guanti neri, si è recato a piedi davanti alla caserma della Stazione Carabinieri di Cagli, lanciando contro il cancello e la porta d’ingresso una bottiglia contenente liquido infiammabile e materiale accelerante, costituito da pezzi di diavolina. Dopo il gesto si è allontanato.
Sul posto è giunto un militare della stessa Stazione, libero dal servizio, che ha spento il focolaio e raccolto le prime informazioni dai testimoni oculari. Le immediate ricerche, svolte anche con l’aiuto di alcuni giovani presenti, hanno consentito di rintracciare poco dopo il 33enne a Cagli, da parte del militare e della Polizia Locale.
La successiva perquisizione personale e domiciliare ha permesso di rinvenire materiale infiammabile, un accendino e ulteriori elementi pertinenti ai reati, sottoposti a sequestro. Considerata la gravità dei fatti e la flagranza, l’uomo è stato arrestato. Il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino ha disposto la traduzione nella Casa circondariale di Pesaro “Villa Fastiggi”, in attesa dell’udienza di convalida.
Nell’udienza del 1° aprile il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Urbino ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere.












