Benessere equo e sostenibile, pubblicato il rapporto 2025 realizzato dalla Provincia

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PESARO – Come si sta nel territorio di Pesaro e Urbino lo certifica il rapporto del Benessere equo e sostenibile 2025, arrivato alla sua undicesima edizione e realizzato dall’Ufficio Statistica della Provincia. Si tratta di una fotografia generale che prende in esame 89 indicatori organizzati in 11 dimensioni (Salute; Istruzione e formazione; Lavoro e conciliazione dei tempi di vita; Benessere economico; Relazioni sociali; Politica e istituzioni; Sicurezza; Paesaggio e patrimonio culturale; Ambiente; Innovazione, ricerca e creatività; Qualità dei servizi) sulla base dei più recenti dati disponibili. «Il progetto Benessere equo e sostenibile delle Province e Città metropolitane, di cui la Provincia di Pesaro e Urbino è capofila – evidenzia la responsabile dell’Ufficio Statistica Paola D’Andrea – è nato nel 2013 ed è inserito nella Programmazione statistica nazionale. La cooperazione tra la Provincia di Pesaro e Urbino, il Cuspi (Coordinamento degli Uffici di Statistica delle Province italiane) e la rete Sistan (Sistema statistico nazionale) ha consentito di consolidare l’importanza dell’attività statistica con l’edizione 2025, in linea con il rinnovato protocollo d’intesa siglato da Istat, Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Upi e Anci. Gli indicatori della pubblicazione sono stati rappresentati anche tramite mappe tematiche e associati agli obiettivi dell’Agenda 2030, in coerenza con le funzioni fondamentali che le singole istituzioni esercitano a livello territoriale».

I NUMERI – Tra le altre voci, il reddito medio disponibile pro capite è pari a 23.682 euro: più elevato del 7,1 per cento rispetto al valore Marche (22.116 euro) e del 5,9 per cento sulla media Paese (22.358 euro). La retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti (21.626 euro) si attesta in posizione intermedia tra il valore regionale (20.956 euro) e quello nazionale (23.661 euro). Ma il differenziale femmine-maschi rispetto alla retribuzione media dei lavoratori dipendenti evidenzia lo svantaggio delle donne, che percepiscono mediamente 8.350 euro in meno rispetto agli uomini. Un divario superiore rispetto al livello medio regionale e nazionale. Il tasso di disoccupazione provinciale 15-74 anni (3,7 per cento) è migliore rispetto al dato regionale (5,1 per cento) e nazionale (6,5 per cento). L’importo medio annuo delle pensioni erogate registra valori bassi rispetto alla media nazionale (-10,2 per cento) ma leggermente superiori al dato regionale (+1 per cento). Il tasso di turisticità (numero medio di giorni di permanenza) è superiore del 18,3 per cento rispetto alle altre province marchigiane e del 6,3 per cento relativamente alla media nazionale. In linea generale Pesaro e Urbino registra meno criminalità rispetto alle medie nazionali e regionali. Ma con un’eccezione: il tasso di omicidi volontari consumati ogni 100mila abitanti è pari a 0,9: cifra nettamente superiore rispetto al dato nazionale (+50 per cento) e a quello regionale (+80 per cento). Mentre il tasso di rapine in provincia risulta di gran lunga inferiore alla media nazionale (-64 per cento). Gli incidenti stradali hanno causato nell’anno circa 130 feriti ogni cento sinistri, con un grado di pericolosità inferiore alla media marchigiana e nazionale. Nella dimensione ‘Ambiente’, da registrare il dato relativo alla produzione lorda provinciale degli impianti fotovoltaici sul totale dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, che risulta pari al 71,1 per cento: numero nettamente superiore al dato nazionale (+170 per cento). La densità delle piste ciclabili è marcatamente superiore al dato regionale (+155 per cento) e nazionale (+23,9 per cento). Tutti i numeri dell’edizione 2025 del Benessere equo e sostenibile della Provincia di Pesaro e Urbino sono consultabili e scaricabili online, sul sito www.besdelleprovince.it, nella sezione dedicata (“Pubblicazioni”).

IL DOCUMENTO – «La pubblicazione – osserva Paola D’Andrea – è uno strumento di informazione strategico per contenuti e multidimensionalità degli indicatori utilizzati, anche per sensibilizzare le istituzioni locali a condividere l’approccio di studio come parte integrante dei documenti programmatici, tra cui Documento unico di programmazione, Piao, Programmazione scolastica, Piani dell’innovazione e digitalizzazione. Il risultato raggiunto è una buona pratica, unica nella sua specificità a livello nazionale, utile a stimolare nuove idee e progettualità per le attività future nel territorio provinciale in ottica di programmazione strategica».

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