FANO – “Se fosse per me di poli logistici ne farei anche due. Potrebbe essere questo il riassunto in soldoni dell’incontro tenutosi ieri al circolo anziani di Madonna Ponte tra i cittadini preoccupati del futuro dell’area dell’ex-zuccherificio, il sindaco e l’assessora all’Urbanistica Loretta Manocchi. Questa frase, già detta in un consiglio comunale, è la sintesi del pensiero della giunta che ieri, attraverso i suoi due maggiori esponenti, ha in parte buttato giù la maschera. Di fatto il sindaco ha ammesso che il Polo logistico approvato dalla precedente giunta è un’eredità a lui gradita. Ha chiarito che se dipendesse da lui lo farebbe a Chiaruccia, dimostrando che le promesse della campagna elettorale («la zona industriale non si espanderà oltre l’autostrada») erano quelle di un marinaio. Se la permuta non sarà possibile, il polo logistico toccherà all’ex-zuccherificio. E ha lasciato intendere di ritenere i poli logistici tra i pochi settori oggi redditizi per l’economia di una città. C’è un elemento che chiarisce in maniera inequivocabile il pensiero della giunta. Il sindaco ha detto che non avrebbe mai reintrodotto il divieto di industria insalubre all’ex zuccherificio perché questo avrebbe comportato un ricorso al Tar da parte della proprietà che lo avrebbe sicuramente vinto (non si sa su quale base può affermare ciò con tanta sicurezza, visto che quando la proprietà comprò l’area il vincolo c’era). E ha fatto spallucce di fronte alla possibilità di ricorsi al Tar da parte dei cittadini di Chiaruccia o dell’ex zuccherificio, nonostante loro siano la vera parte lesa rispetto alle decisioni della giunta (anzi delle giunte dato che il pasticcio è in condominio con la giunta Seri). Non è difficile capire la logica: i piccoli (ovvero i cittadini) si possono piegare, ai grandi ci si deve piegare.
A questo punto possiamo solo affermare con forza che lo spettacolare ritrovamento della basilica di Vitruvio meriterebbe ben altri onori. In un momento in cui Fano potrebbe davvero diventare una città al centro dell’attenzione della storia dell’architettura mondiale, la giunta attuale prospetta un futuro di centro storico e balneare circondato non da colline ma da aree industriali. Noi non possiamo che ribadire quella che è la nostra posizione. Espandere l’area industriale attuale è una follia. All’ex zuccherificio perché è incompatibile con le nuove funzioni che l’area ha acquisito. A Chiaruccia perché si va a colpire un’area verde, con un paesaggio rurale notevole con la sua cornice di rilievi fino all’Appennino. A dirla tutta ha anche un valore storico, in quanto insediamento agricolo rurale attestato dalla centuriazione e mantiene tuttora le tracce degli agrimensori romani. Ci sembra difficile nel caso combinare la candidatura all’Unesco per l’unico complesso archeologico di cui Fano dispone e la contemporanea devastazione del paesaggio che di quel passato romano conserva le tracce. Un po’ come voleva fare la precedente giunta Seri Fanesi che voleva realizzare una strada inutile devastando le colline passando sull’antica Flaminia romana. I tempi in cui Vitruvio poneva la venustas (la bellezza) come una delle tre caratteristiche cardinali dell’architettura, a Fano sembrano lontanissimi”.
Bene Comune











