Basilica di Vitruvio, firmato il protocollo tra Comune e Soprintendenza per la prosecuzione delle indagini archeologiche

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FANO – Il Comune di Fano e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per disciplinare la prosecuzione delle indagini archeologiche nell’area di piazza Andrea Costa, dove sono stati individuati i resti della Basilica di Marco Vitruvio Pollione.
L’accordo regola la nuova fase operativa delle attività, definendo con chiarezza compiti e responsabilità dei due enti in relazione allo scavo, alla documentazione, alla messa in sicurezza dell’area e al restauro conservativo temporaneo. Alla Soprintendenza spetterà la direzione scientifica delle attività di scavo, documentazione e studio, mentre al Comune di Fano faranno capo l’esecuzione materiale dei lavori, il coordinamento logistico, la sicurezza del cantiere e la gestione delle interferenze urbane. Il protocollo prevede inoltre l’istituzione di una cabina di regia permanente, chiamata a seguire l’andamento delle attività e a coordinare i successivi passaggi operativi e comunicativi.
Si tratta di un accordo tecnico, ma dal forte valore concreto e simbolico, perché segna la ripresa delle indagini archeologiche in modo strutturato e condiviso. Per l’avvio della nuova fase sono già disponibili 150 mila euro reperiti dalla Soprintendenza, ai quali si aggiungono altri 150 mila euro messi a disposizione dal Comune di Fano.
“L’obiettivo di questa fase è comprendere meglio che cosa resta della Basilica, così da acquisire elementi utili anche per immaginare scenari futuri, che naturalmente non saranno immediati”, dichiara il soprintendente Andrea Pessina. “Dopo il recente incontro al Ministero, reso possibile anche grazie all’interessamento del Capo Dipartimento Tutela e del Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, è già arrivata anche la promessa di ulteriori risorse per proseguire il lavoro”.
“Dopo due mesi di lavoro congiunto tra Comune e Soprintendenza, arriviamo a un risultato concreto”, dichiara il sindaco Luca Serfilippi. “Ringrazio gli assessori Ilari e Tarsi, insieme a tutta la struttura comunale, per il lavoro svolto in queste settimane. Per noi questo è un cantiere pubblico a tutti gli effetti: è stata predisposta la perizia di variante e abbiamo scelto insieme di destinare le risorse necessarie. Con questo protocollo definiamo anche una cabina di regia istituzionale, all’interno della quale si apriranno tavoli consultivi con associazioni e con tutti coloro che vorranno dare un contributo su questa grande scoperta”.
“È un punto di ripartenza importante del cantiere”, prosegue il sindaco, “anche perché cittadini, esercenti e commercianti vogliono vedere che si lavora davvero. La nostra intenzione è andare avanti con gli scavi, portare alla luce tutto ciò che sarà possibile e, insieme alla Regione Marche e a quanti vorranno collaborare, valorizzare questa straordinaria scoperta”.
“Nel corso dei vari sopralluoghi è stato definito anche il riparto operativo tra Comune e Soprintendenza”, spiega l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Ilari. “Il Comune di Fano, grazie alle risorse disponibili, si occuperà della messa in sicurezza dell’area e della rimozione dei sottoservizi già individuati, così da consegnare uno spazio pienamente idoneo a diventare un vero cantiere archeologico. L’avvio dei lavori è previsto nella settimana successiva a Pasqua, compatibilmente con i vincoli legati alle festività”.
“È un momento di partenza reale, in cui il cantiere stradale diventa di fatto un cantiere archeologico”, sottolinea l’assessore alla Cultura Lucia Tarsi. “Si apre una fase di ricerca importante, unica e irripetibile, anche perché il cantiere è disponibile adesso e va affrontato con grande responsabilità. Questo protocollo ribadisce la necessità di seguire un metodo scientifico rigoroso, perché eventuali novità potrebbero offrire interpretazioni nuove e di grande rilievo sul piano culturale. Durante la fase di scavo continueranno anche le attività di divulgazione, in particolare quelle rivolte alle scuole”.
L’intesa nasce dalla volontà condivisa di garantire continuità alle attività archeologiche e di costruire un quadro stabile di collaborazione tra i due enti, anche in vista delle successive valutazioni, che potranno essere affrontate soltanto una volta completata la fase di scavo e acquisiti tutti i dati necessari.
“La sottoscrizione di questo protocollo rappresenta uno strumento importante per assicurare il corretto proseguimento delle indagini archeologiche in un contesto di particolare rilievo storico e scientifico”, evidenzia inoltre la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino. “L’accordo consente di operare all’interno di un quadro definito di collaborazione istituzionale, nel pieno rispetto delle competenze e con l’obiettivo condiviso di garantire rigore scientifico e massima attenzione alla conservazione del sito”.
L’accordo rappresenta dunque un passaggio importante per consolidare la collaborazione tra istituzioni e accompagnare con metodo, responsabilità e visione il prosieguo delle indagini su un sito di straordinario interesse per la città di Fano e per il patrimonio archeologico nazionale.

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