Basilica di Vitruvio, Biancani: «Un ritrovamento di cui tutta la comunità deve essere orgogliosa»

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PESARO – «La conferma che le colonne rinvenute in piazza Andrea Costa a Fano appartengano alla Basilica di Vitruvio, descritta nel trattato De Architectura, rappresenta una scoperta di eccezionale valore, un ritrovamento di portata straordinaria per la città di Fano, che potrebbe diventare la giusta occasione per mettere in rete i grandi patrimoni archeologici provinciali e regionali», dichiara il sindaco Andrea Biancani. «È una scoperta di cui tutta la comunità deve essere orgogliosa, e che restituisce concretezza a una delle teorie architettoniche più celebri del mondo romano e che rafforza l’idea di un patrimonio diffuso, da leggere e valorizzare come sistema di cui il nostro territorio è ricco».
In quest’ottica, Pesaro può offrire contributi significativi alla costruzione di una visione integrata del patrimonio storico e archeologico. «La città conserva testimonianze di primaria importanza a partire dai mosaici del Duomo, risalenti alle fasi cristiane più antiche che costituiscono uno dei complessi musivi più rilevanti del territorio nazionale, comparabili per estensione e valore ad altri grandi contesti mondiali. I Mosaici, in quest’ottica, sono una grande occasione per la città di Pesaro e potrebbero – in accordo con l’Arcidiocesi – far parte di un progetto più ampio di rete per il territorio. Non è un caso che negli anni siano stati progressivamente valorizzati grazie al lavoro congiunto della Fondazione Scavolini, dell’Arcidiocesi e più di recente dal progetto di digitalizzazione promosso dal Comune di Pesaro».
Un ruolo centrale nella costruzione di questa rete culturale è svolto anche dalla nostra Biblioteca Oliveriana«che custodisce dieci edizioni storiche del De Architectura, redatte tra il XVI e il XVIIII secolo, in un patrimonio librario e documentario di grande valore. Nel 2019 – precisa Biancani – queste edizioni furono presentate nella mostra Tracing Vitruvio di Agostino Iacurci, a cura di Marcello Smarrelli con la collaborazione di Brunella Paolini, sottolineando il legame tra testo, tradizione e territorio».
Accanto a Pesaro e Fano, l’intero territorio offre ulteriori testimonianze di rilievo, come ad esempio: «l’Area archeologica di Forum Sempronii a Fossombrone, città romana lungo la via Flaminia, conservata in gran parte della sua estensione; la Domus del Mito di Sant’Angelo in Vado, una delle domus romane più importanti dell’Italia centrale per qualità e conservazione dei mosaici e il gruppo di bronzi dorati di Pergola, l’unico giunto quasi del tutto intatto fino ad oggi», ha precisato.
«Questi luoghi e i tanti altri presenti nel nostro territorio, credo debbano fare parte di un unico sistema culturale – conclude -. La scoperta della Basilica di Vitruvio può rappresentare l’occasione per rafforzare una rete stabile tra città, istituzioni culturali e comunità scientifica, capace di valorizzare in modo coordinato il nostro patrimonio archeologico e storico e di trasformarlo in un fattore di conoscenza, attrattività e sviluppo per tutto il territorio. Una grande occasione che mi auguro sapremmo cogliere».
Tra le edizioni presto fruibili dal pubblico, figurano:
“Vitruvius iterum et Frontinus a Iocundo revisi repurgatique quantum ex collatione licuit” a cura di Giovanni Giocondo da Verona detto Fra Giocondo, stampata a Firenze nel 1513 e dedicata a Giuliano De Medici, prima edizione “tascabile” del De Architectura, corredata da 140 xilografie.
Di Lucio Vitruvio Pollione De architectura libri dece traducti de latino in vulgare affigurati”, stampata a Como nel 1521, a cura dell’architetto Cesare Cesariano, prima versione a stampa in italiano.
“Delle case di città degli antichi romani secondo la dottrina di Vitruvio esposta da D. Pietro Marquez” del 1795.

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