«Alla sinistra va chiarito un concetto semplice e non negoziabile: non lasceremo a nessuno il diritto di indottrinare i nostri giovani. Siamo al quarto comunicato – dopo quelli di CGIL, Movimento 5 Stelle e di alcuni docenti apertamente schierati – inviato per rispondere a una mia posizione espressa oltre un mese fa. Un accanimento che la dice lunga: per una certa sinistra, l’idea che possa esistere un’opinione diversa dalla propria continua a essere indigesta. È bene chiarirlo senza ambiguità: non è in discussione la libertà d’insegnamento, che la Costituzione tutela e che nessuno intende mettere in discussione. Qui è in gioco un principio sacrosanto: nelle scuole non si fa militanza politica, soprattutto in assenza di contraddittorio.
Difendere il pluralismo non è censura. È, al contrario, difendere i ragazzi da chi vorrebbe ridurli a terreno di propaganda ideologica. Peraltro, qualcuno sembra non essersi ancora accorto del “contrordine, compagni” sul caso Albanese: a Firenze il Comune ha rinunciato a conferirle la cittadinanza onoraria, mentre a Bari l’amministrazione locale valuta il ritiro delle chiavi della città. Decisioni motivate da posizioni quantomeno discutibili in uno Stato democratico, la cui Costituzione non lascia alcuno spazio alla giustificazione del terrorismo né agli attacchi alla libertà di stampa, sotto qualunque forma. Ancora una volta, i fatti contano più delle polemiche». Questa la replica del deputato di Fratelli d’Italia, Antonio Baldelli, all’ennesima presa di posizione, questa volta di Sinistra per Urbino, in risposta alla sua denuncia sulla presenza della Albanese nelle scuole senza contraddittorio.













