Agroalimentare Marche, Confcooperative rilancia su filiere e futuro

0
20

ISOLA DEL PIANO – Si è svolta giovedì 26 marzo presso il Monastero di Montebello a Isola del Piano (PU) l’assemblea di Confcooperative Confcooperative agroalimentare e pesca Marche, dal titolo “Competitività, giovani, cooperazione: strategie per dare valore all’agroalimentare italiano”. Un momento di confronto strategico sul presente e sul futuro del comparto agricolo, agroalimentare e della pesca regionale.

Tra gli interventi, quelli di Giovanni Battista Girolomoni, Presidente della cooperativa “Gino Girolomoni”, il Presidente di Confcooperative Marche, Massimo Stronati; Francesco Torriani presidente regionale di Confcooperative agroalimentare e pesca Marche, Giuseppe Micucci, vice presidente e coordinatore dell’area pesca, Francesco Solfanelli dell’Università Politecnica delle Marche; Michele Michelini, dirigente del Servizio Agricoltura della Regione Marche. Sono inoltre intervenuti Gilberto Ferrari, direttore nazionale dell’area pesca e Raffaele Drei, presidente nazionale di Confcooperative agroalimentare e pesca. Da remoto è infine intervenuto Enrico Rossi, Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura Regione Marche.

I dati dell’economia agricola delle Marche.

Nel corso dei lavori è emerso un quadro articolato dell’economia agricola regionale. Nelle Marche il valore aggiunto agricolo raggiunge i 611 milioni di euro (+17,4% sul 2023), mentre il valore della produzione si attesta a 1,5 miliardi di euro. L’agroalimentare rappresenta un comparto strategico anche per l’export, con 591 milioni di euro nel 2024 (+4,9%).

I dati del settore agroalimentare di Confcooperative Marche.

Attualmente nelle Marche operano 50 cooperative, con un totale di 4.10 soci, 3.254 occupati e un fatturato aggregato di oltre un miliardo di euro.

In tutto questo la cooperazione svolge un ruolo importante, in tutte le principali filiere agroalimentari della regione, da quello lattiero caseario a quello avicolo, da quello delle grandi colture al comparto degli ortaggi surgelati fino al biologico.

Oltre l’80% delle cooperative attive si concentra ad Ancona, Pesaro-Urbino e Ascoli Piceno, mentre Macerata e Fermo mostrano una presenza più contenuta, ma comunque significativa. La cooperazione agroalimentare di Confcooperative risulta quindi capillarmente radicata nel territorio regionale.

Circa il 30% delle cooperative è localizzato nelle Aree Interne, dove il modello cooperativo contribuisce alla tenuta economica e sociale dei territori più fragili. Dal punto di vista anagrafico, emerge una forte prevalenza di realtà storiche: una cooperativa su due opera da oltre quarant’anni.

La distribuzione territoriale evidenzia il peso dominante della provincia di Ancona, che concentra la maggior parte di fatturato, capitale investito, patrimonio netto, capitale sociale e addetti. Sul piano settoriale, oltre il 40% delle cooperative opera nel comparto agricolo e servizi; seguono latte, vino, pesca, forestale e ortoflorofrutticolo.

Il comparto della carne, pur rappresentando una parte residuale, genera quasi la metà del fatturato aggregato. In termini dimensionali, la metà delle imprese rientra nella micro-dimensione, mentre solo il 6% è di grande dimensione: queste ultime generano però la gran parte degli indicatori economici e occupazionali.

Superare le criticità dell’agricoltura regionale: le proposte di Confcooperative agroalimentare e pesca Marche.

“L’assemblea ha ribadito come la cooperazione agroalimentare rappresenti un’infrastruttura decisiva per il futuro del sistema agricolo marchigiano – ha spiegato il presidente di Confcooperative Marche, Massimo Stronati – Oggi siamo chiamati a una sfida ambiziosa: coniugare redditività, sostenibilità e sviluppo territoriale e la cooperazione è l’arma più efficace in questo senso”.

Tra le principali criticità evidenziate figurano proprio la frammentazione del sistema produttivo, la fragilità del reddito agricolo (con un reddito medio di circa 17.800 euro annui per azienda), la scarsa remunerazione della materia prima lungo la filiera e le difficoltà nel ricambio generazionale. A queste si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici e il peso della burocrazia, che incidono sulla competitività delle imprese, in particolare anche nel mondo della pesca.

“Confcooperative agroalimentare e pesca – ha dichiarato il presidente Francesco Torriani, appena rieletto – ha indicato chiaramente le linee strategiche per superare tali criticità. In primo luogo, il rafforzamento dell’aggregazione e delle filiere, per integrare produzione, trasformazione e commercializzazione e trattenere maggiore valore sul territorio. Fondamentale anche la revisione del sistema dei servizi alle imprese agricole, con un forte investimento nella digitalizzazione e nella gestione dei dati”.

“Riguardo alla pesca, che sta attraversando il periodo più buio degli ultimi anni a causa dell’eccessiva burocrazia delle normative comunitarie – ha spiegato il vice presidente Giuseppe Micucci – Urge che la Regione pubblichi un nuovo “bando flotta” con criteri di selezione che permettano l’accoglimento di tutte le domande di partecipazione al fine di ammodernare una flotta marchigiana vetusta, che, così com’è, mette a rischio l’incolumità dei marittimi”.

Al centro delle proposte anche il ricambio generazionale e il rafforzamento delle competenze manageriali, per rendere il settore più attrattivo per i giovani. Accanto a questo, l’organizzazione punta su innovazione, qualità e distintività delle produzioni, con particolare attenzione al biologico e alla sostenibilità ambientale e sociale.

Infine, è stato sottolineato il ruolo strategico della cooperazione nella gestione del rischio e nello sviluppo di strumenti mutualistici e assicurativi, oltre alla necessità di politiche regionali sempre più orientate al sostegno delle filiere.

“Per questo – ha concluso il presidente Torriani – la cooperazione è chiamata a una nuova responsabilità, non limitarsi alla rappresentanza sindacale/associativa, seppur importante, ma a favorire la realizzazione di progetti in grado di rispondere ai fabbisogni delle cooperative e dei relativi soci, per ridare dignità a chi lavora nella terra e quindi per prospettare un futuro alla nostra agricoltura e al nostro sistema agroalimentare”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here