Affidopoli, Santini torna all’interrogatorio con un bagaglio carico (forse) di documenti

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PESARO – Massimiliano Santini è arrivato poco prima delle 10 al comando provinciale della Guardia di Finanza, accompagnato dal suo avvocato Gioachino Genchi, per essere interrogato dai pubblici ministeri nell’ambito dell’inchiesta sugli affidamenti diretti del Comune di Pesaro. Per l’ex collaboratore dell’allora sindaco Matteo Ricci si tratta della terza convocazione: dopo essersi avvalso inizialmente della facoltà di non rispondere, Santini aveva già reso dichiarazioni in un interrogatorio durato oltre dieci ore lo scorso agosto.L’indagine riguarda presunti appalti favoriti per un valore complessivo di 504mila euro alle associazioni Opera  Maestra e Stella Polare e coinvolge 25 indagati, tra cui Ricci, accusato di corruzione in concorso, dirigenti e dipendenti comunali, oltre al presidente delle associazioni. Al centro dell’inchiesta ci sono anche le chat recuperate dall’iPhone di Santini, comprese conversazioni WhatsApp Business con Ricci, estratte a seguito di una perizia tecnica recentemente depositata. Resta tuttavia il nodo della loro eventuale utilizzabilità, che potrebbe richiedere l’autorizzazione del Parlamento Europeo. Secondo l’accusa, Santini avrebbe ricevuto oltre 106mila euro dall’associazione Opera Maestra; per Ricci non si parla di somme di denaro, ma di presunti benefici non patrimoniali legati alla visibilità e al consenso politico. «Sono pronto a parlare con il Pubblico Ministero. Risponderò a tutto con la massima onestà», ha dichiarato Santini ai cronisti poco prima di entrare negli uffici della Guardia di Finanza.

14:04 – Dopo una breve pausa, Santini e il suo avvocato sono rientrati nel comando provinciale della Guardia di Finanza. L’ex collaboratore di Ricci portava con sé un bagaglio a mano, decisamente pesante, presumibilmente pieno di documenti.

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