La Procura di Pesaro chiede altri sei mesi di tempo per completare gli accertamenti nell’inchiesta sugli affidamenti diretti del Comune, il fascicolo noto come Affidopoli, che riguarda il periodo 2019-2024, quando l’ente era guidato dall’allora sindaco Matteo Ricci, oggi europarlamentare del Partito Democratico. La richiesta di proroga, firmata dalla sostituta procuratrice Maria Letizia Fucci, è stata depositata in tribunale il 17 novembre e notificata nei giorni successivi ad alcuni degli indagati. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino e dal Corriere Adriatico, il nuovo termine delle indagini slitta così al 17 maggio 2026, allontanando ulteriormente la chiusura dell’inchiesta, che coinvolge complessivamente 25 persone a vario titolo.

Nel mirino il telefono di Santini: accertamenti tecnici non conclusi
La proroga riguarda in particolare tre indagati: l’ex sindaco Matteo Ricci, l’ex capo di gabinetto Franco Arceci e il dirigente comunale Eros Giraldi. Alla base della richiesta c’è la necessità di completare la complessa analisi del telefono cellulare di Massimiliano Santini, ex braccio destro di Ricci in Comune, che ha consegnato spontaneamente agli inquirenti il proprio smartphone e la relativa SIM ritenendo, tramite il suo legale Gioacchino Genchi, che i contenuti potessero avere “rilevante interesse difensivo”. Quel dispositivo, posto sotto sequestro il 13 agosto 2025, è considerato un potenziale serbatoio di informazioni ancora da decifrare. Le attività tecniche finora svolte non hanno consentito di completare l’estrazione dei dati, in particolare quelli relativi a un secondo profilo WhatsApp Business, oggi dismesso, che sarebbe stato utilizzato negli anni al centro delle contestazioni. Per questo motivo, già in ottobre la Procura aveva nominato un nuovo consulente, l’ingegner Marco Tinti, assegnandogli 90 giorni per tentare di recuperare file, messaggi e tracce digitali considerate strategiche. Una mole di lavoro che, secondo l’ufficio inquirente, “non è assolutamente possibile” concludere entro i tempi precedentemente fissati.

Ricci: “Tutto normale”
L’europarlamentare Matteo Ricci ha confermato la notifica della proroga: “Me lo ha fatto sapere ieri il mio avvocato. Tutto normale”, ha dichiarato telefonicamente ai quotidiani locali. Ricci, che aveva ricevuto l’avviso di garanzia nel pieno della campagna elettorale, è stato interrogato per oltre cinque ore dalla pm lo scorso 30 luglio. Ha sempre respinto le accuse, ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati.













