FANO – Quale sarà il futuro della gestione di acqua e rifiuti nel territorio? È la domanda al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesco Panaroni, che chiede al sindaco e alla giunta di chiarire l’orientamento politico dell’amministrazione su un tema che riguarda servizi pubblici essenziali.
Nel documento Panaroni ricorda come negli ultimi mesi si sia riacceso il dibattito sulla possibile privatizzazione o esternalizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui acqua, rifiuti ed energia. Una prospettiva che, secondo il consigliere, viene spesso presentata come una soluzione per aumentare l’efficienza e ridurre i costi, ma che potrebbe comportare rischi concreti per cittadini e lavoratori.
Tra le principali criticità segnalate c’è il possibile aumento delle tariffe. “Quando un servizio pubblico viene affidato a una società privata – sottolinea Panaroni – l’obiettivo non è più solo l’interesse collettivo, ma anche la remunerazione degli investimenti e la distribuzione degli utili agli azionisti”. Un meccanismo che, secondo il consigliere, potrebbe tradursi in bollette più alte per famiglie e imprese.
L’interrogazione richiama anche le possibili ripercussioni sull’occupazione. Le società private, osserva Panaroni, per contenere i costi potrebbero ricorrere a riorganizzazioni, esternalizzazioni o riduzioni del personale, con il rischio di esuberi o peggioramenti delle condizioni di lavoro.
Nel documento viene inoltre evidenziato come la gestione pubblica garantisca un controllo diretto da parte degli enti locali e quindi dei cittadini, mentre la privatizzazione potrebbe rendere più complesso il controllo sulle scelte strategiche, sugli investimenti e sulla qualità del servizio.
Panaroni ricorda anche che la normativa consente di evitare le gare europee affidando i servizi a una società provinciale interamente pubblica “in house”, allegando alla delibera una relazione che motivi la scelta in termini economici, di qualità e di costi per gli utenti. Un percorso che, sottolinea, è stato seguito da diverse realtà italiane, come avvenuto nel 2018 a Forlì con la liquidazione della partecipazione in Hera e la creazione di una società totalmente pubblica.
Con l’interrogazione il consigliere chiede quindi all’amministrazione comunale se sia stato effettuato un esame dettagliato degli eventuali costi legati a una possibile liquidazione degli investimenti non ancora ammortizzati e quale sia l’orientamento politico della giunta: andare a gara oppure affidare la gestione di acqua e rifiuti a una società provinciale interamente pubblica.













