È stato convalidato questa mattina, nel carcere di Villa Fastiggi a Pesaro, l’arresto di Safi, il 20enne che nella notte tra il 6 e il 7 aprile ha aggredito a coltellate i propri genitori e il fratello minore di 16 anni all’interno della loro abitazione in via XII Settembre. All’uscita dalla casa circondariale pesarese, uno dei due legali del giovane, Andrea Floriani, ha riferito le condizioni emotive del ragazzo e i primi elementi emersi dopo l’incontro. «Appena sono entrato la prima cosa che mi ha detto il ragazzo è stata quella di sapere come stavano il padre, la madre e il fratello e appena gli ho riferito che non c’era più pericolo di vita si è un po’ rasserenato. È evidente che il ragazzo è molto avvilito, è molto prostrato, è anche in uno stato confusionale quindi necessita di un aiuto e di un sostegno».
Il legale ha spiegato che il giovane avrebbe confermato la versione già resa davanti al procuratore della Repubblica. «Ha tenuto a precisare che è stato un gesto, un raptus e non aveva alcuna volontà di uccidere nessuno e quindi ha chiesto scusa e ha chiesto di poter parlare con i genitori per riavvicinarsi e li rivolrebbe lì con loro». Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali e serviranno ulteriori accertamenti per chiarire dinamica e movente. «Adesso naturalmente c’è un’indagine in corso e andranno verificati il movente, la situazione familiare e altri elementi per valutare eventualmente se questa imputazione di tentato omicidio possa essere poi modificata in una meno grave. Però siamo veramente ai primordi: adesso c’è stata la convalida dell’arresto e quindi il giudice deciderà sulla misura cautelare da applicare». Secondo quanto riferito dalla difesa, il giovane avrebbe parlato di tensioni familiari alla base del gesto.
«Il ragazzo ha sempre parlato di una rabbia repressa che lui aveva dentro per questo rapporto conflittuale con il padre, rapporto conflittuale in cui lui maturava dentro che il padre preferisse il figlio più giovane e quindi non c’è nessuna premeditazione. Non l’ha mai pensato di fare, è stato un raptus di quella sera che è sfociata questa rabbia». Il quadro resta comunque in fase di definizione. «Andrà comunque verificato il movente, tutta questa situazione familiare tra di loro», ha concluso il legale. L’accusa formale mossa contro il giovane è di tentato triplice omicidio aggravato.












