PESARO – Il riordino delle accise entrato in vigore ieri non ha prodotto, almeno per il momento, fenomeni speculativi sui prezzi dei carburanti. Una situazione che riguarda anche le Marche, dove l’andamento dei listini risulta in linea con la media nazionale e senza squilibri tra benzina e gasolio. Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nelle Marche il divario tra la variazione dei prezzi di benzina e gasolio è pari a zero, segno che l’aggiustamento delle accise non ha penalizzato in modo anomalo gli automobilisti regionali. Un dato che distingue le Marche da altre realtà come Sicilia, Umbria e Toscana, dove invece il differenziale tra il calo della benzina e l’aumento del gasolio è risultato sfavorevole ai consumatori. Nel dettaglio, nelle Marche la benzina in modalità self service è scesa in media di 1,4 centesimi al litro, pari a un risparmio di circa 70 centesimi su un pieno da 50 litri. Il gasolio è invece aumentato di 1,4 centesimi al litro, con un aggravio analogo sul pieno. Un equilibrio che conferma l’assenza di comportamenti opportunistici da parte della rete distributiva regionale. A livello nazionale, il riordino delle accise ha comportato dal 1° gennaio 2026 una riduzione di 4,05 centesimi al litro sulla benzina e un aumento di pari importo sul gasolio, con un impatto teorico di circa 2,47 euro a pieno. Nonostante ciò, i prezzi complessivi stanno registrando una lieve tendenza al calo, anche sulle autostrade, tradizionalmente più critiche. Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, l’assenza di speculazioni potrebbe essere legata anche ai controlli avviati dall’Antitrust nei mesi scorsi, che avrebbero contribuito a dissuadere comportamenti scorretti. Per le Marche, dunque, il bilancio iniziale del riordino delle accise è neutro: la “stangata” fiscale resta, ma senza effetti aggiuntivi dovuti a rincari ingiustificati alla pompa.











